Trump punta sulla Corte suprema: vuole Barrett, cattolica contro l’aborto

Foto Saul Loeb / AFP in foto Donald Trump

MILANO – A cinque settimane dall’Election Day Donald Trump potrebbe riuscire in un’impresa inaspettata: imporre alla Corte suprema una storica impronta conservatrice destinata a lasciare un segno per decenni nella società statunitense. La scelta del tycoon come nuova giudice del massimo tribunale Usa ricade, salvo ripensamenti dell’ultimo momento, su Amy Coney Barrett: sarà lei, 48 anni, conservatrice, cattolica e anti-aborto, a prendere il posto della giudice progressista Ruth Bader Ginsburg, morta venerdì 18 settembre.

Dopo l’annuncio di Trump comincerà la corsa contro il tempo del Senato per approvare la nomina il più rapidamente possibile. L’intento, per il Gop, è farlo prima delle elezioni del 3 novembre: obiettivo che il leader della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell ha trasformato in una promessa. E i Dem non hanno in mano molti strumenti per impedirlo. Trump spera che questa mossa, nonostante i rischi di una scelta così schierata, gli dia una spinta nella corsa elettorale contro Joe Biden per assicurarsi un nuovo mandato alla Casa Bianca.

Con Barrett gli equilibri della Corte suprema oscilleranno nettamente a favore dei conservatori: ci saranno 6 giudici conservatori, tutti cattolici, e 3 liberal. Trump, in questo caso, avrà nominato tre giudici sotto la sua presidenza, dopo Neil Gorsuch nel 2017 e Brett Kavanaugh nel 2018. E gli Stati Uniti, dove poco più del 20% della popolazione è cattolico, si potrebbero trovare nella condizione di veder decidere su molte questioni per anni da sei giudici cattolici su nove.

Le nomine dei nove giudici della Corte suprema sono a vita e le loro sentenze decidono sui temi più disparati, che vanno dall’aborto alle armi, dal diritto di voto alle questioni elettorali (questione questa su cui potrebbe essere subito tirata in ballo viste le polemiche di Trump sul mail voting). Negli ultimi anni, per esempio, la Corte ha legalizzato le nozze gay in tutti gli Stati Uniti, ha dato il via libera al travel ban di Trump e ha ritardato il piano Usa per il taglio delle emissioni di anidride carbonica.

Amy Coney Barrett è ideologicamente all’opposto della progressista Ruth Bader Ginsburg. Giudice dell’Indiana, devota cattolica, viene definita l’erede del giudice conservatore Antonin Scalia, del quale fu assistente. Ritiene che la vita cominci nel momento del concepimento, il che la fa apprezzare dagli ultracattolici che intendono ribaltare la decisione storica del 1973 con cui la Corte suprema legalizzò l’aborto.

E a fare discutere è anche la sua partecipazione a un gruppo cristiano noto come ‘People of Praise’ che, come hanno sottolineato vari esponenti del movimento Lgbt, ha fra le linee guida delle sue scuole che le relazioni sessuali dovrebbero avvenire solo fra coppie sposate eterosessuali. È in questo nuovo contesto che Trump e Biden si preparano al dibattito di martedì, con questi nuovi temi, che vanno ad aggiungersi alla pandemia di coronavirus e alle proteste di Black Lives Matter. (LaPresse/AP)

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