Inps, Tridico si difende sullo stipendio. Il centrodestra a Conte: “Chiarisca se sapeva”

Nel centrodestra uno dei principali detrattori di Tridico è da sempre la Lega di Matteo Salvini, che da oltre 24 ore sta tambureggiando per un passo indietro del presidente, già alla sbarra 'politica' per i problemi sul bonus da 600 euro e sui ritardi per l'erogazione della Cig

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi / LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

ROMA – Nessun arretrato tra gli emolumenti. E la convinzione che il nuovo attacco nei suoi confronti sia diretto in realtà al governo Pd-M5S. La polemica sulla busta paga di Pasquale Tridico non accenna a calmarsi e allora ci pensa proprio lui, l’economista calabrese, a provare una difesa in attesa che il premier Giuseppe Conte concluda “gli accertamenti” annunciati. La vicenda in poche ore è diventata un caso: il 7 agosto il Ministero del Lavoro, di concerto con il Mef, ha emanato un decreto che ha alzato a 150 mila euro gli stipendi ai presidenti Inps e Inail. Tridico guadagnava 62 mila euro dal maggio 2019 perché è stato affiancato da Adriano Morrone fino al 15 aprile: andrà così a guadagnare alla fine circa il 50% in più del precedessore Tito Boeri, che percepiva circa 103 mila euro.

Il caso Tridico

“Non è nei poteri del presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi”, spiega il papà del reddito di cittadinanza, che etichetta anche come un “falso” il riconoscimento di un arretrato di 100mila euro. Il nuovo compenso decorre dal 15 aprile 2020, data di insediamento del cda.

“Attaccano me per attaccare il governo, è esattamente quello che penso. Nello Stato i dirigenti di seconda fascia prendono 150 mila euro, quelli di prima fascia 200 mila, di che parliamo”, rilancia ancora dalle pagine de La Stampa. Il riferimento è al tetto di 240mila euro per i dirigenti pubblici, cifra ad esempio che guadagna il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo, vicino alla Lega. Tutto risolto? Non sembra proprio, visto che il centrodestra continua a chiedere a gran voce le dimissioni di Tridico, questa volta accompagnato anche dal leader di Azione Carlo Calenda: “Si doveva essere già dimesso, per come ha gestito i programmi dell’emergenza”. Da Fi si chiede un intervento del governo e la leader di Fdi Giorgia Meloni punge: “Se Di Maio e Conte erano a conoscenza dell’aumento di stipendio a Tridico significa che hanno mentito agli italiani: chiariscano immediatamente la loro posizione”.

Le accuse del centrodestra

Nel centrodestra uno dei principali detrattori di Tridico è da sempre la Lega di Matteo Salvini, che da oltre 24 ore sta tambureggiando per un passo indietro del presidente, già alla sbarra ‘politica’ per i problemi sul bonus da 600 euro e sui ritardi per l’erogazione della Cig. Il problema per il Capitano è che sarebbe spuntata una nota del Ministero del Lavoro che già nel giugno 2019, quindi in epoca di pieno esecutivo gialloverde, fissava a 150mila gli stipendi dei vertici di Inps e Inail. “L’aumento di stipendio è stato deciso dal mio governo? Falso, la decisione è stata presa il 7 agosto dai ministri Catalfo e Gualtieri”, ribatte Salvini che rilancia: “Tridico deve dimettersi non per lo stipendio, ma per le attese della cig”. L’affaire ‘stipendiopoli’ non finisce qui, questa sembra l’unica certezza.

(LaPresse/di Alessandro Banfo)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome