Calcio, Mancini: “Vialli e Mihajlovic esempi per chi lotta con una malattia”

“Prima di essere un allenatore sono stato calciatore, sono riuscito a giocare molti anni perché ho sempre condotto una vita sana e cerco di condurla anche adesso”.

Foto LaPresse - Jennifer Lorenzini

ROMA – “Prima di essere un allenatore sono stato calciatore, sono riuscito a giocare molti anni perché ho sempre condotto una vita sana e cerco di condurla anche adesso”. Ospite con l’oncologo Francesco Cognetti dell’incontro ‘Quando lo sport fa stare bene’ al Festival di Salute ‘Frontiere’ sul sito di ‘Repubblica’, Roberto Mancini ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica per la prevenzione e la cura delle malattie. Il Ct della Nazionale ha parlato dell’esperienza con la malattia di due amici ed ex compagni di squadra come Gianluca Vialli e Sinisa Mihajlovic: “Sono un esempio per tutte le persone che si ammalano, aver raccontato la loro malattia può aver aiutato tante persone nella loro stessa situazione”. Testimonial della fondazione ‘Insieme contro il Cancro’, Mancini ha poi spiegato come un allenatore sia importante per indirizzare i ragazzi verso uno stile di vita sano: “Da quando ho smesso di giocare ho continuato ad allenarmi tutti i giorni. Consiglio a tutti di fare sport perché si vive meglio e aiuta ad essere migliori in tutto”. La sedentarietà, come conferma Cognetti, è infatti un’alleata della malattia: “Il 34% della popolazione non pratica alcuna attività sportiva, il 31% è in sovrappeso e l’11% è obeso”.

 Anche fare troppo sport può però far male e lo sanno bene i calciatori, alle prese con un calendario sempre più fitto di impegni: “Una volta – ha ricordato Mancini – si andava in ritiro e non si facevano partite importanti per un mese. Ora dopo una settimana si gioca. I ragazzi con 2-3 partite a settimana non riposano quasi mai. Una preparazione più adeguata e meno partite sarebbe la cosa migliore”. Intanto il ct auspica una riapertura graduale degli stadi, sempre nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza: “L’altra sera a Sassuolo ho visto persone in fila ad una distanza giusta per la salute di tutti. Negli stadi si può entrare in molti più di 1000”.

LaPresse

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