Coronavirus, Genoa shock: 14 positivi, il Napoli trema. Dubbi sulla A

Foto Alessandro Garofalo / LaPresse Nella foto: Rolando Maran

TORINO – Un cluster di Covid-19 fa breccia nella Serie A. E ne minaccia il regolare svolgimento delle prossime giornate. Sono saliti a quattordici i positivi al coronavirus tra le fila del Genoa. Coinvolti dieci giocatori e quattro membri dello staff. Dopo i casi accertati di Lasse Schone e Mattia Perin, che avevano già saltato la trasferta di Napoli, il contagio si è allargato ad altri dodici tesserati.

La società ligure “ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le Autorità per le procedure correlate – fa sapere il Grifone – Il club fornirà prossimi aggiornamenti dettati dall’evoluzione”. Al momento il Genoa non ha reso noti i nomi delle altri positivi, ma la notizia – arrivata in serata – rischia di avere riflessi anche in casa Napoli, che domenica al San Paolo ha travolto 6-0 la squadra di Maran.

L’esito dei tamponi effettuati questa mattina del gruppo squadra dei liguri, da cui sono emerse nuove dodici positività, costringerà infatti i ragazzi di Rino Gattuso a sottoporsi a dei controlli extra, in programma in queste ore. Un bel problema nel quartier generale di Castelvolturno considerando che all’orizzonte c’è il big match con la Juventus. Mentre il Napoli trattiene il fiato restando in casa Genoa il maxi-contagio che ha colpito il Grifone pone seri dubbi – o per lo meno riflessioni – sullo svolgimento della gara di sabato con il Torino, prossimo impegno in campionato.

Per la prima volta da quando la Serie A è ripartita, la Lega si troverà di fronte a un bivio. E a una situazione inedita. Rinviare la gara, con la consapevolezza di rischiare di creare un precedente a cui potrebbero appellarsi altre società, mossa azzardata in una stagione senza respiro che sfocerà negli Europei, oppure giocare ugualmente (schierando solo i calciatori negativi), con una squadra inevitabilmente decimata dal virus? La risposta arriverà nei prossimi giorni. E di certo è destinata a far discutere un mondo del calcio già abbastanza diviso. (LaPresse)

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