Marketing politico, flussi a confronto

L'intervento di Pasquale Incarnato, Ceo PolitiDo, esperto di marketing elettorale

Le tanto attese elezioni regionali sono ormai terminate ed il quadro nazionale pare abbastanza chiaro, nitido: 3 regioni se le aggiudica il centro sinistra e 3 il centro destra. Il Centro sinistra mantiene la Campania, Puglia e Toscana, il centro destra mantiene Liguria e Veneto strappando le Marche, fortino rosso, alla sinistra. Focalizziamoci, però, su quello che ci riguarda più da vicino: la Campania. In Campania, con lo stesso parterre di sfidanti del 2015, la situazione si è completamente ribaltata in termini percentuali e numerici rispetto a 5 anni fa: Vincenzo de Luca – non disattendendo gli ultimissimi sondaggi – stravince le elezioni con quasi il 70% e 1.789.000 voti. Battendo il competitor Stefano Caldoro che si attesta sul 18% con quasi 465mila voti. Cosa è cambiato, quindi, in termini numeri rispetto alle scorse elezioni? De Luca conquista 800mila voti circa e Caldoro ne perde, invece, 455mila.

Fatta questa premessa, ho ritenuto interessante fare un’analisi delle attività di marketing politico messe in campo dai due candidati alla Presidenza della Campania. Il periodo analizzato sono gli ultimi 90 giorni (21 giugno 2020 – 21 settembre 2020) rispetto, quindi, ai 3 mesi precedenti. Stefano Caldoro cresce. E spende. Molto più alto il numero dei contenuti pubblicati sui propri canali social. Infatti registra un + 687%, stesso discorso per il tasso di engagement (interazione rispetto ai contenuti): +2629%. Dato altissimo. Ma quanto gli costa tutto ciò? 32mila totali dal periodo marzo 2019 a settembre 2020, di cui 26mila euro negli ultimi 60 giorni. Quindi, senza dubbio, l’acquisizione di spazi pubblicitari sui social meglio conosciuta come sponsorizzazione giova. Passiamo a De Luca: il Governatore eletto, invece, decresce. Pubblica di meno (-36%) ed il tasso di interazione ai propri contenuti registra un -69%. Arriviamo alle spese pubblicitarie di De Luca: ha speso 54mila euro da marzo 2019 a marzo 2020. Poi, praticamente 0. Proverò a fare un’analisi in chiave marketing di quanto accaduto. De Luca ha investito economicamente parlando sui social fino a marzo 2020, perché è da quel momento preciso che si è andato a creare il Brand De Luca.

In fase pandemica. Ricordiamo tutti i suoi video, più popolari di quelli di Giuseppe Conte. Linguaggio aggressivo ed incisivo: diventa un vero animale da palcoscenico. De Luca attacca, inveisce, sbraita, con toni talune volte esasperatamente ironici: ce l’ha con chi non vuole stare a casa per la quarantena, sono il suo tormento. E li combatte con tutta la sua forza mediatica. Con il lanciafiamme, se serve. Ma soprattutto De Luca (e chi per lui) sa cosa dire e sa quando direlo. E sa anche cosa non dire. Elementi, per noi analisti, non proprio scontati in questo marasma informativo ed in questo periodo. Tutto ciò per spiegare che ha investito tanto (numeri irrisori rispetto a ben altre campagne) prima della pandemia perché doveva fortificare la sua immagine ma poi ecco arrivare la pandemia ed il gioco è fatto. Motivo per il quale l’analisi degli ultimi 3 mesi lo danno perdente sui social: il periodo antecedente preso come termine di paragone è quello in cui il brand De Luca è stato lanciato e divenuto forte. Caldoro, invece, è stato praticamente fermo fino a pochi mesi fa. Quindi la crescita esponenziale dei suoi canali digitali è dovuta alla pubblicità online e al fatto che nel periodo antecedente nulla – o quasi – è stato fatto.

Infine voglio far luce su un aspetto che ritengo degno di attenzione ed interesse: mi riferisco alla vittoria elettorale di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale uscente, leader dei Verdi. Ricordiamo tutti i suoi migliaia di video denuncia che hanno spopolato in rete negli ultimi mesi ed anni. Sono stati utili? Scopriamolo insieme: Borrelli cresce dei + 256% in termini di pubblicazioni e del 34% rispetto al tasso di engagement (il periodo di analisi è sempre lo stesso, ultimi 3 mesi vs i precedenti 3). Ed elettoralmente cosa accade? È passato da 2233 voti del 2015 a 15799. Possiamo dire che il viral marketing e le giuste attività digitali premiano?

di Pasquale Incarnato, Ceo PolitiDo, esperto di marketing elettorale

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