Pd, Zingaretti dichiara guerra alle correnti: “Ora nuova organizzazione e campo largo”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Nicola Zingaretti

ROMA – Una lettera indirizzata a Mattia Santori, leader delle Sardine, che gli aveva chiesto di “costruire un percorso collettivo, ripartendo dalle comunità e dalle persone”, diventa l’occasione, per Nicola Zingaretti, per ribadire ai compagni di strada, al Governo e dentro il partito, la nuova rotta dopo le regionali.

Il segretario del Pd si scusa per “non aver cambiato sufficientemente” il partito nei mesi passati. Dopo l’esperienza di ‘Piazza grande’, la necessità di dar vita al Governo Conte 2 prima e la pandemia dopo, non hanno consentito di mettere in campo l’impegno dovuto. non abbiamo cambiato sufficientemente il partito. Ora però, assicura Zingaretti, “questo sarà uno dei nostri impegni prioritari. Sarà l’oggetto fondamentale dei nostri pensieri”.

Il leader punta su “una organizzazione nuova al nostro interno”, che privilegi “il merito, l’esperienza, la creatività, la disponibilità anche a quei lavori umili e concreti ai quali ogni dirigente, a qualsiasi livello, non dovrebbe mai sottrarsi” e metta in discussione, una volta per tutte, “un sistema di correnti a canne d’organo dove si intende racchiudere tutto, lasciando fuori coloro che non si vogliono arruolare”. Nessuna voglia di pensiero unico, sia chiaro.

Esattamente il contrario, con la volontà di “aprirsi” all’esterno, con il coraggio di “saper attraversare il magma così contraddittorio, spigoloso e talvolta impaurito e incattivito della società di oggi”, forti di “una nuova idea, visione e proposta per l’Italia”. Fin qui, ammette Zingaretti, al Governo “non tutto è andato bene”.

Rimangono “lentezze, distanze tra gli alleati” e “provvedimenti ritardati” . Ecco perché il segretario Dem chiede “una maggiore unità delle forze politiche. Perché dopo l’emergenza occorre ricostruire. E per ricostruire ci vuole sincerità e visione unitaria sui compiti che ci aspettano”.

Al Governo come dentro il partito, Zingaretti lo sa, sarà una “battaglia quotidiana”. Per vincerla, vuole un Pd che abbia “i piedi ben fondati nella realtà che spesso ci pare sopraffarci ma la testa e lo sguardo ben alti ad esercitare una funzione quasi ‘profetica’. Che sappia afffrontare “il compromesso” dell’oggi senza dimenticare “il sogno” del domani. “Non so se ce la farò – ammette il leader – ma è’ l’unico motivo che mi spinge ad andare avanti”. (LaPresse)

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