Amendola: vogliono bloccare il Recovery Fund

Il ministro Amendola
Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 21 Luglio 2020 Roma (Italia) Cronaca Enzo Amendola, Ministro per gli Affari europei, dichiara davanti Palazzo Chigi. Nella Foto : Roberto Speranza Photo Cecilia Fabiano/LaPresse July 21 , 2020 Rome (Italy) News The minister of European affair Enzo Amendola declaring in front of palazzo Chigi In the pic : Enzo Amendola

ROMA – “Per noi gli accordi di luglio vanno implementati subito. Si è aperto però uno scontro tra Paesi come la Polonia e l’Ungheria che non vogliono interferenze o condizionalità sullo Stato di diritto, e i cosiddetti ‘frugali’ che spingono perché lo stato di diritto sia irrinunciabile per accedere ai fondi. L’Italia ha detto la sua: l’articolo 7 e le procedure sullo Stato di diritto sono fondamentali. La Germania ha un ruolo determinante in questo, sta lavorando ad una mediazione. Al contempo bisogna negoziare con il Parlamento Ue. Purtroppo rischiamo di finire in una strettoia che allunga i tempi del Recovery. La Presidenza tedesca deve portare a casa questa mediazione”. Così a Repubblica il ministro per le Politiche europee Enzo Amendola lancia l’allarme sul rischio che il Recovery Fund venga bloccato dai veti incrociati tra i Paesi “frugali” e quelli di Visegrad sul tema cruciale dello Stato di diritto.

Per Amendola “se la discussione continua così, con questi toni e con minacce di veto – dal mio punto di vista al di fuori della logica comunitaria – si potrebbe bloccare tutto. Lavoriamo con la Germania per una via d’uscita”.  L’Italia ha perso? “È uno dei messaggi che vogliamo passare alla presidenza tedesca. Un accordo serio sull’immigrazione chiuderebbe 10 anni di debolezze europee – afferma il ministro -. In pochi mesi metteremmo in soffitta l’austerity e la mancanza di solidarietà sui migranti che sono stati la causa del populismo e di molti problemi di politica interna. Ovvio che sarà un accordo complicato”.

“La bozza della Commissione comunque è importante perché apre finalmente un negoziato, anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Su alcune cose siamo contenti, il meccanismo di Malta che abbiamo messo in moto l’anno scorso in questa bozza diventa obbligatorio – parlo della solidarietà per i salvataggi in mare. Ma la politica di entrata e uscita, di gestione dei confini, cioè di entrate legali e rimpatri, è ancora troppo poco delineata. L’opzione della sponsorizzazione va approfondita. Angela Merkel dal 2015 ha assunto un ruolo positivo e importante sul tema. Ma ci vuole uno sforzo in più”, prosegue Amendola.

(La Presse)

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