Palermo, traffico internazionale di droga: 5 arresti e 500mila euro sequestrati

Nove persone indagate per organizzazione e traffico di stupefacenti a livello internazionale sono state sottoposte a misura cautelare dai finanzieri di Palermo, che hanno sequestrato beni per 500mila euro

Foto LaPresse - Marco Cantile

PALERMO – Nove persone indagate per organizzazione e traffico di stupefacenti a livello internazionale sono state sottoposte a misura cautelare dai finanzieri di Palermo, che hanno sequestrato beni per 500mila euro. Le investigazioni hanno consentito di ricostruire spedizioni illecite per oltre 180 chili di stupefacenti, con un valore di mercato di circa due milioni di euro.

L’operazione, eseguita su delega della Direzione distrettuale antimafia della procura di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, ha portato infatti all’arresto in carcere di tre uomini, Alessandro Girgenti, 36 anni, Gerardo Romano, 32 anni, e il 31enne Giuseppe Di Francesco, e all’assegnazione dei domiciliari per Filippo Miranda, 30 anni, e del 29enne Giuseppe Lo Coco. Nei confronti di altre quattro persone, invece, Francesco Paolo Taormina, 29 anni, il 31enne Giovanni Ferrara, Antonio Buccafusca, 32 anni, e la 50enne Benedetta Altieri è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Palermo.

I fatti

L’operazione, condotta dai specialisti antidroga del nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle di Palermo, ha portato allo scoperto “un complesso sistema che vedeva l’importazione dalla Spagna di grosse quantità di stupefacenti, in particolar modo hashish”, destinate al mercato del centro palermitano. I presunti organizzatori del traffico, secondo quanto emerso dalle indagini, viaggiavano personalmente in Spagna da dove provvedevano a spedire la droga all’interno di ‘pacchi regalo’ affidati a corrieri internazionali e destinati a nominativi di fantasia nel centro cittadino: qui un complice era responsabile delle consegne come autista di una ignara società di spedizioni. Questo recuperava i pacchi e li consegnava agli altri presunti componenti dell’organizzazione criminale che ne erano gli effettivi destinatari.

 I finanzieri hanno esaminato e incrociato le informazioni dalle diverse banche dati a loro disposizione, notando “la sproporzione tra i beni degli indagati e la loro capacità economica”. Nello specifico, gli accertamenti – condotti anche con l’applicativo ‘molecola’ – hanno portato a dimostrare che gli indagati e i rispettivi nuclei familiari, nell’ultimo decennio, a fronte di redditi leciti per circa 430mila euro avevano sostenuto spese eacquisti per oltre 1,2 milioni.

La procura della Repubblica – Dda ha emesso un provvedimento ablativo d’urgenza, in corso di esecuzione, che ha consentito di sottoporre a sequestro conti correnti, veicoli e imprese per un valore complessivo stimato di circa 500mila euro.

(LaPresse)

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