Reddito di cittadinanza, il governo scricchiola: Conte contro Di Maio

Gelmini
Foto Vincenzo Livieri - LaPresse Nella foto: Mariastella Gelmini

ROMA – L’ennesimo atto di questo governo: Conte contro Di Maio. Questa volta l’oggetto del contendere si chiama ‘Reddito di cittadinanza’, fortemente voluto dal M5S con il Conte 1 e che invece il Conte 2 sembra intenzionato ad abolire, in quanto così com’è serve poco o niente.


Di Maio all’attacco

E sulla possibilità che il Reddito di cittadinanza venga abolito, Di Maio insorge: “C’è una voglia di sabotare di il reddito di cittadinanza” e aggiunge che i “percettori del reddito non possono stare con le mani in mano ma devono dare un aiuto ai Comuni; andrebbe anche allargata la disponibilità di servizio per la collettività sino a 20 ore settimanali”. E proprio ai comuni Di Maio chiede di “approvare i decreti che permettano di utilizzare chi percepisce il reddito e non lo stanno facendo”.


La nota grillina

E il M5S in una nota sottolinea come “il reddito di cittadinanza ha raggiunto quasi 3 milioni di persone e la nostra intenzione è quella di continuare ad assicurare un beneficio che ha aiutato tante famiglie. Siamo consapevoli che ci vogliono controlli più capillari, ma dal reddito non si torna indietro. Condividiamo la necessità di ottimizzare la parte relativa alle politiche attive del lavoro, espressa dal presidente Conte, in particolare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, non si potrà prescindere da un confronto in sede parlamentare per trovare in maniera condivisa le soluzioni più adatte a favorire il più possibile l’occupazione dei beneficiari”.


Opposizioni: “Va abolito”

Secondo Mariastella Gelmini, capogruppo di FI alla Camera “il reddito di cittadinanza, così com’è, produce solo assistenzialismo e lavoro nero. Il Paese non può ripartire se sprechiamo cospicue risorse pubbliche per ingessare il mercato e per invitare milioni di italiani a restare a casa sdraiati sul divano in attesa del sussidio di Stato. Questa misura si è rivelata un danno. Pochissimi i cittadini ricollocati, migliaia di navigator a libro paga, pochi controlli, e soldi a pioggia a anche a boss, a ergastolani, a evasori e a delinquenti. Aboliamolo subito, ripensiamo strumenti positivi di sostegno alla povertà, e investiamo i 10 miliardi risparmiati per il taglio delle tasse e per stimolare l’occupazione”. A Gelmini fa eco Daniela Santanchè di Fratelli d’Italia: “Sin dall’inizio è stato un gigantesco flop. Era fin troppo scontato che una misura di assistenzialismo avrebbe incentivato il lavoro in nero”.

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