Istat, Italia in piena deflazione ma rincara il carrello della spesa

I dati hanno messo in allerta soprattutto le associazioni di imprese maggiormente a contatto con gli italiani

Foto LaPresse

MILANO – L’Italia, a causa delle conseguenze della pandemia del coronavirus, è nel pieno di una situazione di deflazione. Ma il carrello della spesa continua a rincarare. Il quadro dell’andamento dei prezzi al consumo è stato fornito come di consueto dall’Istat e per le famiglie italiane non ci sono certo buone notizie. Da una parte la deflazione segnala il rischio di una continua recessione, con i relativi effetti su occupazione e consumi, dall’altro l’aumento del carrello della spesa tende a contrarre la propensione agli acquisti. Si crea, così, una pericolosa spirale negativa per l’economia italiana.

Le stime Istat

I numeri parlano chiaro. A settembre, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra una diminuzione dello 0,6% su base mensile e, come ad agosto, dello 0,5% su base annua. La contrazione è legata, a sua volta, al calo, causato da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi per trasporti (-5,5%), ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%). Solo in parte compensato dall’aumento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+0,6%). Inoltre l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e al netto dei beni energetici rallentano entrambe, rispettivamente da +0,3% a +0,1% e da +0,4% a +0,3%.

Rincaro della spesa

In tale contesto i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, accelerano a settembre dal +0,9% di agosto a +1,2%. Mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano a loro volta una variazione tendenziale nulla da -0,2%. “A settembre l’inflazione si conferma negativa per il quinto mese consecutivo. Anche la componente di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, si indebolisce ulteriormente registrando una variazione prossima allo zero. Rimane invece vivace, accelerando rispetto ad agosto, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa”, commenta l’Istat, aggiungendo che l’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.

L’allarme

Ovviamente i dati hanno messo in allerta soprattutto le associazioni di imprese maggiormente a contatto con gli italiani. Per Confesercenti, la frenata dell’inflazione segnala una caduta della domanda interna da parte delle famiglie. Mentre per Confocommercio si tratta di un “pessimo segnale che conferma la perdurante fragilità della domanda nella filiera del turismo”. Pertanto, per il presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara, “le misure per il rilancio del Paese, allo studio in queste delicate settimane, dovrebbero concentrarsi nel restituire fiducia a cittadini e imprese e rilanciare conseguentemente consumi e investimenti”.

(LaPresse/di Rosario Murgida)

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