Serie A, uragano Inter a Benevento: Inzaghi ko 5-2, doppietta Lukaku

28 secondi per scardinare la difesa del Benevento, un tempo per dilagare e scacciare via le nubi post Fiorentina. L'Inter corre veloce, aggancia la vetta della classifica e mette nel mirino la Lazio in vista del big match del prossimo turno all'Olimpico.

Foto Alessandro Garofalo/LaPresse

TORINO – 28 secondi per scardinare la difesa del Benevento, un tempo per dilagare e scacciare via le nubi post Fiorentina. L’Inter corre veloce, aggancia la vetta della classifica e mette nel mirino la Lazio in vista del big match del prossimo turno all’Olimpico. Rispetto all’esordio, vincente ma poco convincente, Conte ribalta la squadra con ben sette cambi. Gli unici ‘superstiti’ sono Handanovic, Kolarov, Young e Lukaku: vero che il Benevento, pur capace di superare la Sampdoria in rimonta domenica, non è la Fiorentina, ma questa è decisamente un’altra Inter. Il rientro di Skriniar (“non è sul mercato”, ha sentenziato Ausilio nel prepartita) e di de Vrji dà compattezza alla difesa finita dietro la lavagna dopo il 4-3 di San Siro, la presenza di Vidal si sente in mezzo al campo, Sanchez conferma di avere gamba e ritmo per tagliare in due le difese. E poi c’è lui, Hakimi, la nuova freccia nella faretra di Conte. L’ex Dortmund al debutto da titolare fa subito vedere di che pasta sia fatto: assist, corsa, inserimenti e…gol. Per lo scontro diretto contro i biancocelesti difficile che Conte possa stravolgere questo undici, a tratti incontenibile. E con un finalizzatore eccezionale come Lukaku (che firma la prima doppietta stagionale) l’Inter ribadisce di essere una macchina da gol: sono nove quelli siglati in appena due partite.

Il pensiero che la sfida del ‘Vigorito’ possa finire in goleada sorge dopo neanche un minuto, ovvero il tempo per vedere il primo gol degli ospiti: sventagliata di Kolarov, volata di Hakimi e passaggio vincente in mezzo per Lukaku, che non manca l’appuntamento sull’invitante traversone del marocchino. I campani reagiscono con cuore e idee (Insigne sfiora il pari) ma quando supera la metà campo lo squadrone di Conte si presenta puntualmente dalle parti di Montipò, soprattutto per merito di Hakimi da un lato e di Young dall’altro. Proprio quest’ultimo regala a Gagliardini la palla del 2-0. Questa volta i ragazzi di Inzaghi accusano il colpo e l’uragano Inter si abbatte definitivamente sul malcapitato Montipò. Il portiere sbaglia un rinvio, Lukaku sugli sviluppi dell’azione non sbaglia. Prima dell’intervallo arriva anche il poker di Hakimi, che approfitta di una dormita di Letizia con il pallone tra i piedi per segnare il più semplice dei gol. Nel mezzo comunque c’è anche la rete dei sanniti. Un disimpegno sbagliato di Handanovic permette a Caprari di trovare la via del gol ma non quella per riaprire una partita chiusa.

Nella ripresa l’Inter risparmia le energie, addormenta la gara, ma quando può non disdegna di far male ai campani. Conte in panchina invece pensa già alla Lazio ruotando i suoi e concedendo un po’ di riposo ai big. Unico campanello d’allarme l’uscita per un affaticamento muscolare di Vidal. Nel frattempo però sulla giostra del gol sale anche Lautaro Martinez, con il suo marchio di fabbrica di un tiro a giro mortifero. Dietro, complice una difesa un po’ troppo distratta, l’Inter concede qualcosa di troppo a un Benevento comunque mai rinunciatario: Caprari chiude le marcature con la più triste delle doppiette. In vista della Lazio, Conte dovrà lavorare proprio sulle incertezze del reparto arretrato. Perché per il resto, i nerazzurri fanno paura.

Di Alberto Zanello

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