Dl sicurezza, Conte: “Lunedì in Cdm. Crimi avverte: “Servono necessità e urgenza”

Le parole del presidente del Consiglio

Foto Filippo Attili / Palazzo Chigi/ LaPresse in foto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

ROMA – Il (nuovo) decreto sicurezza sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri lunedì sera, parola di Giuseppe Conte. “Volevamo farlo nel weekend ma c’è il silenzio elettorale, ci sono dei ballottaggi e quindi è stato opportuno rinviare. La revisione era uno dei punti programmatici di questo governo”, assicura il premier. Eppure anche l’ultimo miglio della nuova politica migratoria dei giallorossi si annuncia complicato. I Dem restano in pressing, volendo capitalizzare il più possibile il risultato agguantato in extremis alle Regionali. Il M5S, però, sembra voler resistere fino all’ultimo minuto.

L’accordo, nel merito, sembra reggere. “Manteniamo gli impegni – assicura il capo politico del M5s e viceministro dell’Interno, Vito Crimi, che ha seguito il dossier – C’è stato un grande lavoro fatto dalla ministra Lamorgese con un tavolo di lavoro parlamentare di maggioranza. Questo tavolo ha elaborato un buon testo che contempera le esigenze di una gestione dell’accoglienza con la sicurezza”.

Le ultime modifiche apportate al testo prevedono, tra le altre cose, la fine delle sanzioni amministrative e lo stop alla confisca della nave, (a condizione che gli equipaggi informino le autorità italiane a ogni intervento di salvataggio e il Paese di cui battono bandiera, se non sono italiane), il ritorno della ‘protezione speciale’ – non più denominata umanitaria – per chi, tornando nel proprio Paese, rischierebbe “trattamenti inumani o degradanti”, la convertibilità in permesso di soggiorno per motivi di lavoro di alcune tipologie di permessi di soggiorno (quali ad esempio “per protezione speciale, per calamità, per residenza elettiva, per acquisto cittadinanza o apolidia, per attività sportiva, per lavoro di tipo artistico, per motivi religiosi, per assistenza minori”).

(LaPresse)

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