Effetto Covid sulle compagnie aeree: American Airlines taglia 19mila posti

La mossa sincronizzata di due delle quattro maggiori compagnie aeree statunitensi potrebbe essere replicata da molte altre aziende del settore, non solo negli Stati Uniti

WASHINGTON – Primi effetti del coronavirus sul personale del settore aereo. American Airlines ha annunciato il via ai licenziamenti per 19mila lavoratori a partire da giovedì. Dopo aver minacciato di rimuovere fino a 30 voli verso piccole città degli Stati Uniti e di ridurre del 10% la capacità dei voli internazionali,la compagnia aerea guidata dal ceo Doug Parker mette sul piatto i propri dipendenti. Se Washington accorderà un’estensione degli aiuti all’industria aerea, American Airlines richiamerà in servizio i lavoratori. Stessa posizione presa dalla United Airlines, pronta a licenziare 13mila dipendenti.

L’impatto sull’economia

La mossa sincronizzata di due delle quattro maggiori compagnie aeree statunitensi potrebbe essere replicata da molte altre aziende del settore, non solo negli Stati Uniti. Ma negli Usa i dipendenti e i manager delle compagnie aeree hanno fatto appelli al Congresso e all’amministrazione del presidente Donald Trump per evitare i licenziamenti e spingere il rinnovo degli aiuti federali. I politici non sono riusciti a concordare un’estensione dei sostegni all’industria aerea indebolita dalla pandemia. Gli aiuti messi in campo sono ufficialmente scaduti il 30 settembre. Sono così a rischio circa 30 mila dipendenti.

Licenziamenti post Covid

Oltre ad American e United, le compagnie aeree più piccole hanno inviato avvisi di licenziamento a diverse migliaia di dipendenti. Delta e Southwest – entrate nella pandemia in condizioni finanziarie più forti rispetto all’American e alla United Airlines – hanno tagliato migliaia di posti di lavoro tramite licenziamenti volontari.

“Le compagnie aeree sono sempre le prime a chiedere aiuto. Vengono salvate più e più volte”, ha detto in una recente intervista Veronique de Rugy, ricercatrice presso la George Mason University. “Le compagnie aeree – ha aggiunto – storicamente non si preparano adeguatamente alla prossima emergenza perché sanno che verranno salvate”.

Gli aiuti previsti

A marzo il Congresso ha approvato 25 miliardi di dollari di aiuti, principalmente in sovvenzioni per coprire le buste paga delle compagnie aeree passeggeri fino a settembre e fino a altri 25 miliardi di dollari in prestiti che le società possono utilizzare per altri scopi. Martedì il Dipartimento del Tesoro ha dichiarato di aver completato prestiti a sette grandi compagnie aeree: American, United, Alaska, JetBlue, Frontier, Hawaiian e SkyWest.

L’American Airlines ora prevede di prendere in prestito 5,5 miliardi di dollari dal Tesoro, mentre la United può ottenere 5,17 miliardi di dollari. Le compagnie aeree hanno anche preso in prestito miliardi da istituti di credito privati. Potrebbero usare quei soldi per mantenere i dipendenti – come suggerito da critici come de Rugy – ma stanno cercando di tagliare le spese nel caso in cui le entrate da biglietti aerei rimangano ferme per diverso tempo.

(AWE/AP)

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