Sangue a Miano, ucciso uomo vicino al clan Cifrone

Il corpo del giovane è stato lasciato davanti al Cardarelli dove, nel giro di pochi minuti, sono giunti anche i genitori, oltre ad altri parenti e conoscenti

Alessandro Riso

NAPOLI – Prima una stesa, poi un inseguimento che dalla zona del rione don Guanella è arrivato fino alla rotonda di Melito, infine un cadavere lasciato davanti all’ospedale Cardarelli. E’ il cocktail di violenza metropolitana e ferocia camorristica che ha caratterizzato la tarda serata di ieri. La segnalazione degli spari nel cuore di Miano era giunta da Via Vittorio Venero. Poi i fatti si fanno concitati, nebulosi. Perché sempre in via Veneto sarebbe stato colpito da una sola pallottola al torace Alessandro Riso, 28 anni, residente nella zona e ritenuto vicino al gruppo dei Cifrone, quelli della ‘Miano Alta’, che hanno preso l’eredità del famigerato clan Lo Russo, ovvero i Capitoni.

Il corpo del giovane è stato lasciato davanti al Cardarelli dove, nel giro di pochi minuti, sono giunti anche i genitori, oltre ad altri parenti e conoscenti. Tuttavia i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Ma non è tutto, perché nella stessa serata, è stato registrato un inseguimento tra auto che è culminato con un maxi incidente che ha visto coinvolte tre vetture e una gazzella dei carabinieri che ha impattato contro una Smart. Due dei militari sarebbero anche rimasti feriti. Per accertare se e quali collegamenti ci siano tra la stesa, l’omicidio e il drammatico inseguimento che si è concluso sulla Circumvallazione sono al lavoro gli uomini della squadra mobile di Napoli, agli ordini di Alfredo Fabbrocini.

Il personaggio

Alessandro Riso era un volto noto alle forze dell’ordine e, tre anni fa, rimase gravemente ferito a coltellate. L’allora 25enne fu raggiunto da due fendenti al torace e trasportato all’ospedale Cardarelli dove fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico a un polmone. Sul posto raccontò di essere stato ferito nel corso di una tentata rapina in via Marco Rocco di Torrepadula, dove ignoti volevano portargli via lo scooter e lo ferirono con un cacciavite al torace a seguito della reazione. In quel contesto gli agenti scoprirono che era ricercato dalle forze dell’ordine e rimase piantonato in ospedale. Poi negli anni avrebbe stretto i rapporti con i Cifrone e non si esclude che queste frequentazioni pericolose possano averlo portato a trovarsi al posto sbagliato, nel momento sbagliato.

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