Trump, Bolsonaro, Johnson: i leader mondiali colpiti dal coronavirus

Prima Boris Johnson, poi Jair Bolsonaro e ora Donald Trump. Le dichiarazioni scettiche sul Covid-19 non sembrano portare fortuna ai leader mondiali

Jair Bolsonaro ((Photo by MAURO PIMENTEL / AFP)

MILANO – Prima Boris Johnson, poi Jair Bolsonaro e ora Donald Trump. Le dichiarazioni scettiche sul Covid-19 non sembrano portare fortuna ai leader mondiali che, più degli altri, hanno minimizzato i rischi della pandemia, suggerendo a volte metodi strampalati per affrontare l’emergenza sanitaria. Uno dopo l’altro, tutti e tre, sono stati colpiti dal nuovo coronavirus. Al di là dell’aneddotica su alcune uscite sulle iniezioni di disinfettante e di candeggina o sull’esposizione a raggi ultravioletti, Trump ha vissuto attimi di batticuore quando ha saputo che la sua stretta collaboratrice, Hope Hicks, che lo aveva accompagnato al duello tv in Ohio e successivamente era volata con lui a bordo del Marine One, è risultata positiva al Covid-19. Poi è arrivata la conferma: sia lui che Melania Trump hanno contratto l’infezione e ora, per loro, è iniziata la quarantena.

Prima di Trump a infettarsi era stato il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, insieme alla moglie e ai figli. Trentotto di febbre e ossa rotte, soprattutto la paura, e poi la certezza, che la ‘gripesinha’, cioè l’influenzina da 65mila morti e oltre un milione e mezzo di contagiati solo nel ‘suo’ Brasile, potesse avere sfiorato anche lui. Poi è stata la volta di Boris Johnson, prostrato dal coronavirus dopo che per un po’, all’inizio, aveva respinto l’ipotesi che la Gran Bretagna potesse essere contagiata. Così un giorno l’inquilino di Downing Street si è trovato con i brividi addosso, febbre da cavallo, difficoltà respiratorie e un ricovero d’urgenza al St. Thomas Hospital di Londra, in terapia intensiva. “Ho rischiato di morire, mi hanno salvato i medici”, ha poi ammesso Boris, che aveva deciso di dichiarare guerra al coronavirus con la macabra storia dell’immunità di gregge, salvo poi coniare lo slogan #StayHomeSaveLife. Slogan che non ha preservato Carlo d’Inghilterra dal contagio, così come Alberto di Monaco.

Ma non sono gli unici leader colpiti dal coronavirus. Negli ultimi mesi sono stati infettati il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko, quello dell’Honduras Juan Orlando Hernandez, quello del Guatemala Alejandro Giammattei e quella ad interim della Bolivia Jeanine Anez. Fino ad arrivare a casa nostra, dove il virus ha raggiunto prima il segretario del Pd Nicola Zingaretti e poi, più recentemente, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

(LaPresse)

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