Coronavirus, firmato il dpcm con nuove misure: valido per 30 giorni

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Giuseppe Conte, Roberto Speranza

MILANO – Il premier, Giuseppe Conte, ha firmato nella notte il dpcm con le nuove misure per affrontare l’emergenza coronavirus, dopo l’incontro con le Regioni. Secondo quanto si apprende, il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri ha una validità di 30 giorni.

Sospese le ‘partitelle’ con gli amici, dal calcetto al basket, stop a feste all’aperto e al chiuso, e alle gite scolastiche. Arriva la stretta del governo per fronteggiare l’aumento dei contagi da Coronavirus, misure che saranno contenute nel Dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore. E’ invece è “fortemente raccomandato” evitare feste nelle abitazioni private e dove non possibile eventualmente il numero non deve superare quello dei 6 ospiti. In caso di non conviventi il governo raccomanda l’uso della mascherina.

Diversi argomenti sotto osservazione tra Governo e Regioni

La misura fortemente voluta dal ministro Roberto Speranza è di difficile attuazione pensata come ‘divieto’ (impossibile infatti limitare la libertà tra le mura domestiche). Con il premier Giuseppe Conte che durante la cabina di regia a palazzo Chigi, con le Regioni, i Comuni e le province, aveva anticipato: “Inseriremo una forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private in presenze di persone non conviventi – trapela -. Non riteniamo di introdurre una norma vincolante. Ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina”.

Feste private sì, ma limitate. E’ tuttavia nella sostanza che si apre il dibattito in seno al governo giallo-rosso-viola, con chi vorrebbe il pugno duro e chi invece vuole continuare a confidare nel buon senso delle persone. Vietate invece feste all’aperto e al chiuso. Salvo matrimoni e altri festeggiamenti di riti civili e religiosi, ma con un massimo di 30 persone. Molti i punti in discussione tra l’esecutivo e le regioni, tra qui quella della capienza massima per gli eventi sportivi. Per gli stadi l’orientamento del governo è consentire una capienza massima del 10%, mentre per gli enti territoriali sarebbe più condivisivile la soglia del 15.

Alla fine il testo accontenta le regioni e pone come tetto massimo quella del 15 per cento e “comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere” e le misure di protezione personale. La discussione si prolunga e solo a tarda sera il testo definitivo viene completato e consegnato al parere della Conferenza.

(LaPresse)

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