Concorso presidi, l’ora della verità. L’ex ministro Fioramonti: “Il Governo non muove un dito per una vicenda che crea grande imbarazzo”

Domani la prima udienza sui ricorsi dopo lo stop del Tar del Lazio

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Lucia Azzolina

Domani il Consiglio di Stato si riunisce per la prima udienza in merito al concorso presidi del 2017.
La seduta di domani è sull’annullamento disposto dal Tar del Lazio, mentre il 26 il Consiglio si pronuncerà sulla richiesta di accesso agli atti. Il futuro del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina è appeso alle decisioni del Consiglio. Perché è proprio la ministra M5S (partecipante e vincitrice del concorso in questione) ad aver fatto ricorso contro la sentenza del Tar capitolino. Ha poi negato l’accesso agli atti (i compiti scritti ed i verbali delle sottocommissioni) ed al ‘codice sorgente’ del software utilizzato per le prove scritte.
Intanto ieri sera alla Camera dei Deputati l’ex ministro Lorenzo Fioramonti è tornato sulla vicenda. Intervenuto di fronte a maggioranza ed opposizione ha incalzato il governo: “L’esecutivo non muove un dito rispetto alla situazione del concorso per Dirigenti scolastici 2017, che mette in grave imbarazzo la maggioranza tutta, viste le tante indagini in corso e la mancanza di trasparenza”.
Parole forti, un avvertimento: se la linea dell’Azzolina verrà ‘bocciata’ dal Consiglio di Stato sarà sollevata la questione politica al premier Giuseppe Conte ed alle segreterie del M5S e del Pd. Anche perché l’area degli scontenti per l’azione della ministra si allarga giorno dopo giorno e potrebbe cogliere la palla al balzo per chiederne le dimissioni.
La Azzolina, chiudendo le porte in faccia ai ricorrenti rappresentati dal comitato ‘Trasparenza è partecipazione’, ha deciso di andare avanti a testa bassa: infatti i primi vincitori del concorso 2017 hanno avuto le assegnazioni, sono in servizio.
Se il Consiglio confermerà la sentenza del Tar resteranno decine di scuole scoperte, senza presidi, e ai tempi del Covid-19 è un problema di non poco conto e di difficile soluzione.

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