Cinema, Jude Law a Grazia: “Ho scelto di vivere come voglio”

"Per me una famiglia così numerosa è comunque una benedizione, perchè i miei genitori erano entrambi orfani, entrambi adottati, non avevano quasi nessuno e so che ne hanno sofferto. Uno dei miei meriti è aver fatto crescere la tribù dei Law".

TORINO– A raccontarsi nel numero di Grazia in edicola questa settimana è Jude Law. L’attore, che è appena diventato padre per la sesta volta, sulle pagine del magazine diretto da Silvia Grilli parla della forza che trova nell’amore di una famiglia numerosa: “Per me una famiglia così numerosa è comunque una benedizione, perchè i miei genitori erano entrambi orfani, entrambi adottati, non avevano quasi nessuno e so che ne hanno sofferto. Uno dei miei meriti è aver fatto crescere la tribù dei Law”.

Nel film The Nest, di prossima uscita, Jude Law è un ricco uomo d’affari che dall’America torna in Gran Bretagna, perde via via tutto e lotta per mantenere il suo status agli occhi degli altri: “C’è quest’uomo che cerca di dare alla sua famiglia quello che lui non ha avuto dalla sua, ma finisce per avere un atteggiamento paternalista e opprimente verso sua moglie. E` una questione che riguarda molti di noi”, spiega l’attore. “Il tema del fare un passo avanti rispetto a ciò che siamo è ancora irrisolto per noi maschi. Molti pensano che basti accettare la nostra vulnerabilità o capire che cosa vogliamo davvero dalla vita e inseguirlo. Altri ancora credono che essere uomini migliori significhi solo essere ancora più generosi, ancora più ambiziosi e avere tutte quelle qualità che apparentemente ti rendono un maschio di successo. Io, però, penso che nessuno oggi abbia trovato una vera risposta alla domanda: come si può essere uomini migliori?”.

“Oggi ognuno di noi vuole mostrare di cavarsela meglio di tutti gli altri e allora finiamo inevitabilmente sotto pressione. Invece di guardarci dentro a livello spirituale, preferiamo mostrare agli altri quello che possiamo permetterci a livello materiale. Io ho scelto di vivere come voglio, piuttosto che diventare quello che la gente pensa io debba essere”, confessa a Grazia.

Interpellato dal magazine sul fatto che con il virus le sale sono quasi vuote e nessuno ha il coraggio di far uscire film, l’attore risponde: “Sarà interessante vedere che modelli nasceranno in questa emergenza. Per esempio, i festival cinematografici, come quello di Venezia, sono appuntamenti meravigliosi: è lì che nasce l’energia che manda avanti l’universo del cinema, che rende visibili a una vasta platea le piccole produzioni, che fa scoprire al pubblico vecchi e nuovi talenti. La nostra missione di attori è cercare di far tornare quell’entusiasmo nel nostro mondo coinvolgendo chi ama il grande schermo”.

LaPresse

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome