Riscaldamento eco, occhio alla manutenzione

Stufe a pellet e impianti gpl sono un’ottima idea solo se si controllano gli impianti

NAPOLI – Stufa o caminetto, riscaldamenti elettrici o a gas. Per riscaldare la casa c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma qual è il sistema più ecologico? Per avere una risposta certa bisogna analizzare la sostanza che si va a bruciare, il metodo di produzione, poi la quantità di energia che si impiega e le emissioni che vengono fuori dalla combustione. Insomma la risposta non è semplice né scontata. Ci sono tuttavia una serie di aspetti da considerare che contraddistinguono tutti i sistemi di riscaldamento. L’isolamento dell’abitazione, e la realizzazione di un impianto di riscaldamento ottimizzato dal punto di vista ecologico.

CAMINI E STUFE A LEGNA

Il caminetto acceso secondo diversi studi condotti in anni recenti inquina quasi come un diesel:. In particolare secondo la Direzione regionale dell’ambiente e dell’energia francese un caminetto a legna acceso per mezza giornata emetterebbe la stessa quantità di polveri sottili, Pm10 in particolare, di un’auto a gasolio che percorre 3.500chilometri. Stesso discorso vale anche per le stufe a legna. Ma si possono in qualche modo limitare i danni. Ad esempio utilizzando solo legna stagionata e ben secca, avviando il fuoco con piccoli ciocchi di legna secca e non bruciando mai legno verniciato o trattato. Bisogna poi pulire almeno una volta all’anno le canne fumarie per migliorare il tiraggio del fumo e ridurre l’emissione di polveri.

Uno studio condotto dal Royal Institute of International Affairs condanna l’uso del pellet come combustibile per il riscaldamento o la produzione di energia. Il pellet sarebbe inquinante addirittura più del carbone. Il problema è che gli alberi giovani, continuamente tagliati e re-impiantati, non arrivano alla maturità opportuna per assorbire abbastanza CO2 da bilanciare le emissioni prodotte dalla combustione della biomassa. Per questa ragione una volta bruciati causano emissioni molto inquinanti.

COMBUSTIBILI A CONFRONTO

Gabriele Migliavacca, responsabile del Laboratorio Emissioni di Innovhub Stazioni Sperimentali per l’industria ha realizzato uno studio comparativo sulle emissioni di apparecchi a gas, gpl, gasolio e pellet. C’è una marcata differenza fra i vari combustibili, con un incremento progressivo di due ordini di grandezza nelle emissioni di Pm passando dai combustibili gassosi e il gasolio al pellet e dal pellet alla legna da ardere. Le caratteristiche tecniche degli apparecchi sono determinanti: nel caso degli apparecchi di bassa gamma sono state misurate concentrazioni di Pm più che doppie rispetto a quelli di alta gamma. La qualità del pellet influenza notevolmente le emissioni di Pm delle stufe. E’ fondamentale eseguire una corretta e completa manutenzione perlomeno annuale al fine di ripristinare le condizioni di regolare funzionamento degli apparecchi, in quanto il cattivo funzionamento può presentarsi anche con apparecchi di alta gamma.

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