Coronavirus, Caritas: “Aumentano i ‘nuovi poveri’, dal 31% al 45%”

Il rapporto su povertà ed esclusione sociale

Una mensa dei poveri a Secondigliano (Foto Fabio Sasso/LaPresse)

MILANO – Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 emerge che in Italia, da un anno all’altro, l’incidenza dei ‘nuovi poveri’ è passata dal 31% al 45%. Lo riferisce la Caritas nel suo rapporto su povertà ed esclusione sociale, pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, che cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19.

La Caritas sottolinea che “aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9% dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità”. Nel rapporto si evidenzia un paragone con la crisi del 2008, facendo tuttavia delle differenze: “Si intravede l’ipotesi di una nuova fase di ‘normalizzazione’ della povertà, come per effetto dello shock economico del 2008. A fare la differenza, tuttavia, rispetto a dodici anni fa è il punto dal quale si parte: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007, alla vigilia del crollo di Lehman Brothers”, scrive la Caritas nel Rapporto 2020 sulla povertà.

(LaPresse)

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