L’intervista. Muscarà: “Il patto stabile Pd-M5S è insopportabile”

La consigliera regionale grillina contraria alla linea Di Maio-Fico

NAPOLI – Il regolamento scelto dal capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e inviato a tutti i pentastellati per lo svolgimento degli Stati generali non chiarisce la questione più importante: chi sceglierà i membri dell’organismo collegiale? Attivisti, portavoce, iscritti a Rousseau? A circa tre settimane dalle giornate conclusive del ‘congresso’ grillino le idee sono poche e confuse, ma non per la consigliera regionale pentastellata Maria Muscarà.

Consigliere è stato pubblicato il regolamento per gli Stati generali. Che ne pensa?

Sia gli attivisti che i portavoce avranno rappresentatività. Ma ancora non è chiaro in che modo verranno scelti i delegati tra gli attivisti. Se a sceglierli dovesse essere un portavoce (chiunque ricopre incarichi istituzionali ndr) potrebbe influenzarli e sarebbe un problema poiché gli attivisti devono rappresentare una voce libera all’interno del Movimento. In termini di rappresentanza i più penalizzati sono sì gli attivisti, ma anche i consiglieri comunali e municipali nonostante siano i più radicati sul territorio.

C’è una mozione dei dissidenti, un’altra dimaiana, ma lei ha deciso di aderire alla ‘mozione Di Battista’. Perché?

E’ la più vicina alla visione che ho anche io del Movimento. Abbiamo iniziato gli incontri online e delineato una proposta che verrà presentata indicando chi è il firmatario e quanti lo appoggiano. Chi verrà scelto parlerà a nome di un gruppo e non di un singolo.

Le diverse mozioni riguarderanno anche l’alleanza col Pd alle Amministrative dell’anno prossimo e la deroga al secondo mandato. Lei è contraria?

Qualunque posizione politica, anche la più difficile da digerire, può essere accettata dopo un lungo lavoro di approfondimento. Ma se le decisioni te le trovi appiccicate addosso in una notte di agosto il tuo ruolo viene svilito. Alleanze e deroga sono due punti insopportabili. C’è un chiaro conflitto di interessi se a discutere di deroga è chi troverebbe vantaggio nella possibilità di un terzo o quarto mandato. Sulle alleanze e sulla deroga ci eravamo già espressi al Ramada. Il M5S piaceva per quello che era. In campagna elettorale tutte le persone incontrate mi hanno detto: siete uguali agli altri. E’ chiaro che l’alleanza con il Pd, così come quella con la Lega, sono state indigeribili. Una cosa è avvicinarsi e lavorare insieme su temi che ci vedono su posizioni vicine come succede nelle commissioni, altro è un’alleanza.

A proposito di commissioni, in Consiglio vanno assegnate le presidenze e anche gli incarichi nell’Ufficio di presidenza. Ha fatto discutere l’apertura della Ciarambino a De Luca pur di ottenerla.

Non ne abbiamo parlato. Cinque anni fa siamo stati tagliati fuori dagli incarichi più importanti. Ora come terza forza politica abbiamo diritto ad un’equa ripartizione però credo che questi incarichi non vadano chiesti personalmente, ma per il gruppo. E’ il gruppo che dovrà decidere chi è più idoneo al ruolo.

Ciarambino sia capogruppo che vicepresidente?

Da regolamento per i prossimi 18 mesi sarà capogruppo. Io spero che nei prossimi cinque anni, a differenza della scorsa legislatura, ci sia equa ripartizione degli incarichi e delle responsabilità. E’ giusto che tutti trovino spazio anche i due nuovi eletti.

Un giudizio sui leader campani Fico e Di Maio che lei non appoggerà agli Stati generali.

Io leader non ne vedo: Luigi dopo essere stato apprezzato ha lasciato per il ministero, Roberto è bloccato nel ruolo di presidente della Camera.

Chi sceglierà i membri dell’organismo collegiale e come?

Come non lo so, se li scegliamo con figure interne al Movimento c’è un conflitto di interesse. Vediamo cosa suggerisce la rete. Servirebbe un superpartes per conciliare le posizioni diverse.

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