No alle buste di plastica, Procida isola green

I sacchetti in materiale non riciclabile e inquinante sostituiti da quelli in tessuto

PROCIDA – Prendete un’isola restia a farsi domare. Prendete un gruppo di biologi, skipper, subacquei e studiosi uniti da una comune passione per il mare. Prendete un obiettivo, difficile ma non irraggiungibile: tutelare l’ambiente in tutte le sue forme. Prendete un simbolo come la shopper di plastica, che secondo studi può impiegare fino a 1000 anni per dissolversi nell’ambiente, e mettetelo per sempre al bando. Questa la ricetta per un nuovo modello di sostenibilità che attraverso l’esempio della busta spinge la cittadinanza a scelte ambientali consapevoli, a favorire il chilometro zero e le economie locali.

Procida si candida, sul serio, a diventare la prima isola d’Italia plastic bags – free. Lo ha messo nero su bianco la nuova amministrazione guidata da Raimondo Ambrosino come uno dei primi atti dopo il nuovo insediamento di settembre. Con la delibera di Giunta n. 133/2020 il Comune di Procida (Napoli) abbraccia il progetto “No more plastic bags” (patrocinato dal Ministero dell’Ambiente) portato avanti da Oceanus, Ong che dal 2009 è impegnata in una campagna volta a arginare e limitare l’uso di sacchetti di plastica a favore di soluzioni ecosostenibili e con un minor impatto sull’ambiente. “Preferire una borsa in cotone alle micidiali buste di plastica – spiega il coordinatore di Oceanus Fabio Siniscalchi – è il primo passo, la prima scelta consapevole, un simbolo, che manifesta un’attenzione all’acquisto verso prodotti poco confezionati e a chilometro zero. I passi successivi sono ridurre il consumo di carne e acquistare pesce locale seguendo la stagionalità, quando possibile, nei punti di prima vendita sul territorio gestiti direttamente dai pescatori. Sembrano piccole azioni ma promuovono in realtà un radicale cambiamento nei nostri stili di vita, portandoci a consapevolezze diverse”.

Quello di Procida, per Oceanus, vuole essere un “laboratorio a cielo aperto” per creare un modello virtuoso che possa essere esportato anche in altre città e su aree più vaste, sfruttando la sinergia con le amministrazioni locali che mostrano particolare sensibilità verso le tematiche ambientali e mettendo in campo iniziative concrete che possano lasciare il segno.

Non è la prima esperienza del genere per l’organizzazione non governativa che opera nelle acque di tutto il mondo. Il progetto, in piedi dal 2009, è stato portato avanti già a Roma, Napoli e Verona ma anche a Favignana, Marettimo, Anacapri e Ischia – dove proprio in questi giorni la Ong si prepara a distribuire le prime 1000 shopper ecosostenibili. Ma su Procida Oceanus conta molto: per l’Organizzazione sull’isola dai colori pastello un piccolo, altro mondo è possibile davvero. Un mondo dove l’abolizione della busta di plastica sia il primo passo verso l’obiettivo finale: quello di arrivare a plastica zero in un futuro non molto distante. Per questo a breve (Covid permettendo) l’Amministrazione locale e l’Ong firmeranno una lettera d’intenti dove definiranno la timeline per raggiungere i traguardi prefissati.

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