Serie A, Napoli show al San Paolo: poker all’Atalanta con doppietta di Lozano

La Dea prova a rimettersi in carreggiata nella ripresa con Lammers ma non basta: prima sconfitta in campionato e non il miglior modo per presentarsi mercoledì in Champions contro il Midtjylland

Foto Alessandro Garofalo/LaPresse

MILANO – Stavolta lo show è del Napoli. La favolosa macchina da gol di Gasperini si inceppa al San Paolo, travolta 4-1 dai partenopei autori di un grandissimo primo tempo. Grande protagonista Lozano con una doppietta, poi Politano e la prima gioia in Serie A di Osimhen completano il poker. La Dea prova a rimettersi in carreggiata nella ripresa con Lammers ma non basta: prima sconfitta in campionato e non il miglior modo per presentarsi mercoledì in Champions contro il Midtjylland. Un’Atalanta troppo brutta per essere vera, soprattutto nei primi 45′ e con una difesa colpevole di errori da matita rossa. Superiore in tutto e per tutto il Napoli, che prova a dimenticare, almeno per il momento, il caso della mancata partita con la Juve e rilancia le sue ambizioni. Il poker odierno è un messaggio alle rivali per la lotta al titolo: giocando così, gli azzurri possono davvero ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Le formazioni

Per il suo 4-2-3-1, Gattuso lancia dal 1′ Bakayoko al fianco di Fabian Ruiz in mediana. In difesa Hysaj vince il ballottaggio con Mario Rui. Nel tridente alle spalle di Osimhen spazio a Politano e Lozano tra Mertens. Tra i pali Ospina è preferito a Meret. Sorpresa nell’Atalanta, con Gasperini che sceglie dal primo minuto Ilicic: lo sloveno, che non giocava da luglio, compone con Gomez e Zapata il tridente offensivo. In difesa il tecnico sceglie Romero e Depaoli. I primi 45′ sono puro spettacolo del Napoli, capace di chiudere i giochi già dopo mezz’ora.

Lozano show

Si scatena subito Lozano, che ci prova al volo in acrobazia su cross di Politano. Il primo vero squillo della Dea è targato Gomez, con un bel sinistro dal limite con palla fuori di poco. Mapoco dopo, sale in cattedra Lozano. Sportiello anticipa Osimhen sul cross di Sportiello, la palla giunge al messicano prontissimo al tap- in da due passi (23′). Ancora Lozano si rende minaccioso di testa su traversone di Politano, con sfera alta sulla traversa, ma pochi minuti è già tempo di raddoppio con il messicano che, favorito da un rimpallo, controlla e trafigge Sportiello con un gran destro a giro sul secondo palo (27′).

Il Napoli cala il tris

La squadra di Gattuso domina gli orobici in ogni zona del campo. L’Atalanta è stordita e alla mezz’ora il Napoli cala il tris: Politano, dai 25 metri, scarica un bolide mancino sul quale Sportiello niente può. Poi cerca gloria Osimhen: ma stavolta Sportiello in tuffo c’è. Il nigeriano, tuttavia, può gioire prima dell’intervallo con il suo primo gol in campionato: Romero va a vuoto, l’ex Lille spara un gran destro dai 20 metri che beffa il portiere atalantino.

Azzurri scatenati

Gasperini prova a correre ai ripari ad inizio ripresa: fuori Palomino e Zapata, dentro Djimsiti e Mojica e squadra ridisegnata con il 4-4-2. Prima di uscire e lasciare spazio a Lammers, Gomez ci prova sul primo palo: Ospina salva. Anche De Roon prova a scuotere i suoi con una conclusione di prima intenzione che non trova lo specchio. I partenopei, comprensibilmente, non hanno alcun interesse ad accelerare i ritmi. Gattuso richiama precauzionalmente Politano e lo rimpiazza con Ghoulam, coprendosi. Ma è ancora il Napoli a creare una grande occasione con Mertens, servito da una sponda di Bakayoko. Sportiello sventa in tuffo, poi sulla ribattuta Koulibaly spedisce sul fondo. Gasperini toglie Ilicic e getta nella mischia Malinovskyi.

Lozano sfiora la tripletta

La Dea accorcia con Lammers, che servito in profondità da Romero arriva al cospetto di Ospina e lo batte di sinistro (69′). Il gol infonde fiducia ai bergamaschi, un’incornata di Gosens su cross di Mojica spaventa gli azzurri. Ma nelle file degli ospiti c’è ormai aria di rassegnazione e nel finale Lozano sfiora la tripletta personale su invito di Petagna: Sportiello vola in angolo ed evita che il passivo sia ancora più pesante.

(LaPresse/di Attilio Celeghini)

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