MotoGp, dominio Suzuki ad Aragon. Rins trionfa e Mir diventa leader mondiale

Foto AP /Jose Breton in foto Alex Rins

ROMA – Altro ribaltone in un mondiale folle e imprevedibile che non conosce la noia. Sul tracciato spagnolo di Aragon, trionfa l’ottavo pilota diverso in dieci gare e stavolta la corona di alloro finisce sulla testa del talento iberico Alex Rins che riporta la Suzuki sul gradino più alto del podio dopo 20 anni (l’ultimo fu Kenny Roberts jr in Giappone nel 2000) trascinando con sé l’altra Suzuki di Joan Mir terzo alle spalle di Alex Marquez.

Per la casa nipponica un trionfo annunciato, visto le precedenti performance, che vale stavolta doppio dato che Mir, grazie alla sua guida costante, pur non avendo mai vinto una gara in questa stagione balza in testa al mondiale, sfruttando la giornata nera di Fabio Quartararo scivolato al 18/mo posto per un problema meccanico della sua Yamaha. Non è mai accaduto che un pilota potesse vincere il titolo restando a secco di vittorie ma con questa Suzuki, strabordante, che oggi ha dimostrato tutto il suo potenziale e la sua piena affidabilità per Mir, che ora ha sei punti di vantaggio su Quartararo, le possibilità per aggiungersi alla lista dei vincitori di quest’anno ce l’ha.

Ancora una volta dunque il Mondiale regala sorprese, diventando apertissimo a quattro gare dalal conclusione. Rins, che si è ripreso in maniera completa dal suo infortunio alla spalla che ha condizionato la prima parte di stagione, è stato protagonista di una grande partenza, si è poi messo in scia di Vinales e una volta messa la freccia ha gestito la gara con pazienza e concentrazione riuscendo a resistere al rientro della Honda di Alex Marquez, al suo secondo podio consecutivo.

Riesce a contenere i danni Andrea Dovizioso con la sua Ducati, settimo alle spalle della Yahama di Fabio Morbidelli. Per il pilota forlivese le chance di poter lottare per il mondiale restano intatte. “Oggi era il massimo che si poteva portare a casa, nella MotoGp di oggi a partire dietro si fa fatica. Purtroppo la media non si è comportata come ci aspettavamo. Noi come Ducati abbiamo più margini degli avversari, dobbiamo però partire più avanti”, ha dichiarato Dovizioso.

Sono quindici i punti di gap proprio da Mir, soddisfatto della leadership ma non della gara. “Pensavo che stavolta fosse quella buona. Davvero fantastico essere leader, io la prendo gara dopo gara cercando di essere il più costante possibile ma non sono contento della gara di oggi, ho avuto qualche problema sull’avantreno, non sono riuscito a dare quel qualcosa in più in termini di passo. Comunque son riuscito ad arrivare sul podio. Cosa serve per il Mondiale? Vincere le gare”, ha ammesso il pilota spagnolo.

Non contiene invece l’emozione il compagno di scuderia, Alex Rins, al suo primo successo in carriera nella classe regina: “Un risultato davvero incredibile. Alla partenza mi sentivo molto calmo e ho pensato che non fosse un buon segno. Poi in gara sono partito bene, i primi giri sono stati molto positivi. Mi sono messo dietro a Vinales, poi una volta davanti ho cercato di gestire. E’ stato fantastico anche per tutti i tifosi che vengono qui. Bella vittoria, lo abbiamo fatto per la Suzuki e per il Giappone. Non mi aspettavo di vincere però quando ho visto che ero secondo mi sono detto ‘perché no?’. Quest’anno Mir è molto costante, questo è buono per il titolo. Vediamo come finiamo queste gare”. Altro Gp, altra emozione. Il motomondiale 2020 al tempo del Covid (e senza Marc Marquez), offre emozioni ad ogni curva. Avanti il prossimo.(LaPresse)

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