Coronavirus, nuovo record di contagi: 16.079. Cresce il rapporto positivi-tamponi

Il report dei principali indicatori documenta un peggioramento in tutte le Regioni su tutti i fronti. In particolare il dato più allarmante è la brusca impennata del rapporto positivi/casi testati dal 7% al 10,9%

Dr. Shemsedin Dreshaj, left, head of the ICU unit looks at the X-Ray of the lungs of a patient with COVID-19 in the Clinic for Infectious Diseases in Pristina, Kosovo, Monday, Sept. 21, 2020. (AP Photo/Visar Kryeziu)

MILANO – Nuovo record assoluto di contagi in 24 ore, il dato più alto di sempre. Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore se ne sono registrati 16.079 in più su un numero di tamponi inferiore rispetto a ieri (- 7.500) per un totale di 170.392. Il tasso di positività è intorno al 9% (precisamente 9,4%). Vuol dire che su 100 tamponi eseguiti 9 sono risultati positivi, come ieri quando era del 9% (precisamente 8,5%).

Aumentano i decessi

Aumentano anche i morti: in 24 ore sono mancate 136 persone, portando il totale delle vittime da inizio emergenza a 36.968. Gli attualmente positivi sono ormai 169.302 (+13.860, +8,9%) e cresce la pressione sugli ospedali, con 66 nuovi ricoveri nelle terapie intensive, che fanno salire il totale in Italia a 992. I ricoverati con sintomi sono 637 più di mercoledì: complessivamente 9.694 i posti letto occupati. In isolamento domiciliare ci sono 158.616 pazienti (+13.157).

La Lombardia è la regione più colpita

La Regione più colpita rimane la Lombardia con +4.125 — identico incremento di ieri — che detiene il record di più nuovi positivi per il decimo giorno di fila. Seguita sopra la soglia dei mille casi da: Piemonte (+1.550), Campania (+1.541), Veneto (+1.325), Lazio (+1.251) e Toscana (+1.145) che per la prima volta supera quota mille.

Raddoppiati i casi in una settimana

In generale il numero dei casi è raddoppiato nel giro di una settimana, tanto che a lanciare l’allarme è la fondazione Gimbe. Nella settimana dal 14 al 20 ottobre, rispetto alla precedente, i nuovi casi di coronavirus scoperti sono raddoppiati (68.982 vs 35.204) a fronte di un rilevante aumento dei casi testati (630.929 vs 505.940) e di un ulteriore netto incremento del rapporto positivi/casi testati (10,9% vs 7%). “Con l’aumentare vertiginoso dei numeri – ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – il dato nazionale non rende conto di marcate differenze regionali, oltre che provinciali, che indicano le aree che richiedono provvedimenti più restrittivi per circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso”.

Brusca impennata del rapporto positivi-tamponi

Il report dei principali indicatori documenta un peggioramento in tutte le Regioni su tutti i fronti. In particolare il dato più allarmante è la brusca impennata del rapporto positivi/casi testati dal 7% al 10,9%, che certifica il fallimento del sistema di testing & tracing per arginare la diffusione dei contagi. Secondo la Fondazione, le notevoli variabilità regionali documentano che la ‘prima diga’ è saltata in alcune Regioni. Ad esempio in Valle d’Aosta oltre un caso testato su 3 è positivo e in Liguria quasi 1 su 4.

(LaPresse)

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