Giro, ribaltone sui Laghi di Cancano: tappa a Hindley, Kelderman in rosa

I 48 tornanti dell'interminabile Passo Stelvio e il suggestivo arrivo in quota ai Laghi di Cancano ridisegnano la storia della corsa rosa, che dopo tante giornate d'attesa regala una tappa d'altri tempi

Foto Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

TORINO – Il crollo di Joao Almeida, la resa definitiva di Vincenzo Nibali, la duplice gioia della Sunweb – tappa al giovane Hindley, maglia al capitano Kelderman – che non riesce però a scrollarsi di dosso il terzo incomodo Tao Geoghegan Hart. Saranno loro tre, separati da appena 15” in classifica, a giocarsi il Giro d’Italia 2020.

I 48 tornanti dell’interminabile Passo Stelvio e il suggestivo arrivo in quota ai Laghi di Cancano ridisegnano la storia della corsa rosa, che dopo tante giornate d’attesa regala una tappa d’altri tempi. E più di un verdetto. Dopo 15 giorni infatti l’ex leader Joao Almeida deve dire addio ai suoi sogni di gloria: il pistard portoghese è arrivato a quasi cinque minuti dal vincitore, insieme allo Squalo dello Stretto, che a sua volta deve così riporre definitivamente nel cassetto le ambizioni di podio. “Gli altri vanno più forte, non ci sono spiegazioni – la resa di Nibali – Un ricambio di generazione c’è, ci sono corridori che hanno una carta d’identità molto più giovane di me. E’ stato un Giro e un anno molto difficile e complicato per me”.

Tappa a Hindley

Le Alpi segnano un passaggio di testimone, la fine di un’era. Il fuoriclasse siciliano cede al forcing della Sunweb fin sulla Cima Coppi, domata da un cronoman, Rohan Dennis, bravo a pilotare Tao Geoghegan Hart e la maglia bianca Jai Hindley. Wilco Kelderman non sbanda, si gestisce, perde qualche metro, fa una fatica tremenda anche solo nell’infilarsi la mantellina, ma nella discesa che porta all’asperità finale vede il suo distacco dilatarsi.

E la maglia rosa virtuale inizia a tremare. Non tanto – o meglio non solo – per il freddo, ma perché la coppia al comando va di comune accordo fino allo sprint finale, che sorride all’australiano. “E’ una sensazione incredibile, una doppia vittoria per la squadra e un grandissimo passo avanti enorme per la mia carriera. Significa tantissimo per me questa vittoria – ha ammesso Hindley – Sapevo che Wilco era dietro, lui combatteva per la maglia rosa. Come squadra è stata una tattica perfetta, straordinaria per noi”.

Kelderman in maglia rosa

Dietro la regolarità premia Pello Bilbao, che chiude a meno di un minuto e resta in corsa per il podio (anche se deve sperare in un crollo di uno dei tre corridori davanti a lui), precedendo il danese Fuglsang (+1’25”) e il nuovo leader Kelderman (+2’18”). Che può contare sulla breve cronometro finale di Milano ma dovrà ancora affrontare il tappone di sabato, con una triplice scalata al Sestriere.

“E’ stata la gara più dura della mia vita. Una battaglia vera e propria. Avevamo un obiettivo e l’abbiamo raggiunto – ha raccontato il capitano della Sunweb – E’ un sogno indossare la maglia rosa, davvero speciale. Dopo anni difficili e una dura lotta sono veramente felice di essere in testa al Giro. La strategia? Sapevamo che Jai avrebbe potuto vincere la tappa, è una cosa che dovevamo tenere presente. Io sono riuscito a rimanere vicino a lui ed è stato importante”. Dichiarazioni diplomatiche che, dopo una nuova chance per i velocisti con l’arrivo ad Asti, potrebbero essere smontate dall’ultimo weekend di corsa che attende la carovana rosa. Con una tappa di montagna e una prova contro il tempo destinate a incoronare il padrone del Giro.

(LaPresse/di Alberto Zanello)

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