Roma, giallo sul litorale: ossa umane in un bosco a Lavinio. Indagini in corso

Secondo i primi riscontri l'età si aggirerebbe tra i 30 e i 60 anni, ma il primo esame non ha evidenziato fratture che possano far pensare a una morte violenta

ROMA – E’ giallo sui resti umani trovati, chiusi in due sacchi di plastica, in un boschetto sul litorale romano. E’ successo a Lavinio, vicino ad Anzio. A fare la macabra scoperta un cercatore di funghi, che all’alba di giovedì si è addentrato nell’area verde in zona Stradone Sant’Anastasio, solitamente poco frequentata. L’uomo ha dapprima notato quella che sembrava la mandibola di un animale. Poi ha scoperto altri resti di un teschio umano. A quel punto ha chiamato il 112 e sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Anzio che hanno perlustrato l’area e trovato i due sacchi neri,coperti da terriccio: uno conteneva il busto e le braccia dello scheletro, l’altro le gambe.

Il ritrovamento

Del corpo rimangono solo le ossa scarnificate e, a un primo esame medico-legale, si tratterebbe di una persona adulta, probabilmente morta anni fa. I resti sono stati trasportati all’obitorio di Tor Vergata, dove la procura di Velletri, che coordina le indagini, ha disposto l’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore. L’esame potrà stabilire l’epoca della morte, se si tratti di una donna o di un uomo, e se la persona sia stata uccisa.

Indagini in corso

Secondo i primi riscontri l’età si aggirerebbe tra i 30 e i 60 anni. Ma il primo esame non ha evidenziato fratture che possano far pensare a una morte violenta. Intanto sono partite le indagini dei carabinieri che nei prossimi giorni scandaglieranno la lista delle persone scomparse, negli utlimi anni, nella zona di Anzio. Ulteriori test saranno svolti dall’Istituto di medicina legale di Tor Vergata per capire da quanto i resti si trovassero nel luogo in cui sono stati scoperti. Non è escluso, spiega chi indaga, che siano stati abbandonati in tempi non recenti e che fango e detriti li abbiano parzialmente coperti nel corso degli anni.

(LaPresse/di Alessandra Lemme)

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