Conte isola De Luca. Il presidente della Campania fa un passo indietro: no al lockdown

Il governatore: "Diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione"

in foto Vincenzo De Luca

Passo indietro di Vincenzo De Luca. Con il Governo che ha detto no alla sua richiesta generalizzato di lockdown, “diventa improponibile – ha detto il governatore della Campania – realizzare misure limitate a una sola regione”.

Il salernitano ha partecipato alla Conferenza delle Regioni alla presenza dei ministri Speranzo e Boccia e del commissario Arcuri. Nel corso della riunione è stata illustrata la bozza di Dpcm che dovrebbe essere firmata da Giuseppe Conte nelle prossime ore. De Luca, intervenendo, ha chiesto di portare la didattica a distanza al 100 percento. In merito all’orario di chiusura dei locali (il Governo la vorrebbe alle 18), il campano vorrebbe tenerla alle 23. “In assenza di una misura restrittiva generale – ha spiegato il governatore – non ha senso adottare norme che mettono in ginocchio intere categorie”.

Nel corso della riunione della Conferenza delle Regioni, alla presenza dei ministri Speranza e Boccia e del Commissario Arcuri, è emersa l’indicazione del Governo di non assumere drastiche misure restrittive a livello nazionale. In queste condizioni diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale, che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali. In questa situazione l’unica decisione realistica e immediata è quella di affrontare i due o tre fronti di maggiore diffusione del contagio.
Il Governo ha sottoposto ai Presidenti delle Regioni la proposta di chiusura dei locali (bar e ristoranti) alle ore 18 e la decisione di portare al 75% la didattica a distanza nelle scuole.
Nel corso della riunione il Presidente De Luca ha ritenuto indispensabile per la situazione epidemiologica attuale, portare al 100% la didattica a distanza e in relazione agli orari di apertura dei locali ha ritenuto improponibile la chiusura alle ore 18, riconfermando quindi la volontà di mantenere gli orari già previsti dall’ordinanza regionale, con chiusura alle 23.


“L’obiettivo realistico da perseguire, in questa situazione – ha continuato – è duplice: bloccare la movida come luogo principale di diffusione del contagio e adottare la didattica a distanza nelle scuole vista la crescita dell’epidemia. Sono stati illustrati nella riunione i dati relativi alle due settimane successive all’apertura delle scuole in Campania nel corso delle quali i contagi sono aumentati di nove volte e senza sostanziali differenziazioni di fasce di età”.
Per tale ragioni vorrebbe misure straordinarie per garantire “congedi parentali riservati ai genitori di alunni della scuola primaria e bonus per l’acquisto di computer”. Per tutelare le categorie produttive vorrebbe anche una moratoria di tre mesi “per i pagamenti ai fornitori e per i prestiti bancari. Inoltre per l’edilizia – ha aggiunto il rilascio di permessi a costruire per via informatica”. E se ci sono buchi da tappare nella sanità pubblica, torna il salvagente dei privati. Al tavolo De Luca ha chiesto “l’approvazione di una misura immediata che consenta la stipula di contratti con le strutture private accreditate per l’incremento di posti letto”.

Cambia toni, quindi, il governatore. La decisione che, a mezzo social, aveva preso ieri è stata bloccata dalla volontà di Conte di non applicare una nuova serrata totale. Quando abbia inciso la rabbia di una piccola parte di Napoli in questa scelta, non è dato sapere. Di certo, anche tra molti che ieri sera non erano scesi in strada a fare a botte con poliziotti e carabinieri, il malcontento e la preoccupazione per una Campania in lockdown era stato forte.

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