Coronavirus, Azzolina gioca in difesa: “Il numero di focolai a scuola è sceso”

Le Regioni, dalla Lombardia al Piemonte, passando per la Sicilia, la Toscana e diverse altre, puntano sulla didattica a distanza parziale per le superiori

Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Lucia Azzolina

MILANO – Il dibattito sull’impatto dell’apertura delle scuole sul contagio tiene ancora banco. Le Regioni, dalla Lombardia al Piemonte, passando per la Sicilia, la Toscana e diverse altre, puntano sulla didattica a distanza parziale per le superiori. E la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, prova a mettere un punto fermo.

“Il numero di focolai dentro le scuole è addirittura sceso, in proporzione al totale. L’Iss conferma che dentro le scuole il rischio di trasmissione del virus continua ad essere molto molto basso”, esulta su Facebook, sulla scorta di una parte dei dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità. Con gli occhi puntati sul report, la ministra M5S riporta anche altri numeri. “La trasmissione del virus dentro le scuole è ancora limitata: i focolai a scuola nella settimana dal 12 al 18 ottobre sono solo il 3,5% di tutti i nuovi focolai che si registrano nel Paese. Ma il dato più sorprendente è un altro: la settimana precedente (5-11 ottobre) erano il 3,8%”.

Il dibattito sulle scuole

Intanto, c’è chi storce il naso, perché sostiene che la ministra non faccia riferimento a un’altra parte del monitoraggio Iss, in cui si sottolinea l’“impossibilità sempre più frequente di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione”. Ma gli esperti del Patto trasversale per la scienza, fondato, fra gli altri, dal virologo Roberto Burioni e dall’infettivologo Andrea Antinori, in uno studio chiariscono che “le scuole non moltiplicano le infezioni”.

E ancora, fra grafici e altri calcoli, si soffermano su almeno altri punti. Il primo: “I dati considerati mostrano che le scuole non sono più protette del resto della comunità”. E ancora: “Il tasso di infezione scolastica appare seguire quello della comunità circostante”. Poi un’altra conclusione dell’approfondimento condotto da Enrico Bucci e Antonella Viola del Patto trasversale per la scienza, presieduto da Guido Poli, immuno-virologo del San Raffaele di Milano: “La probabilità di infezione in una scuola non è significativamente diversa da quella della società nel suo complesso”.

Meno contagi nelle scuole

Ma c’è altro. Per Pier Luigi Lopalco, epidemiologo fondatore del Pts e assessore alla Sanità della Puglia, “sembra effettivamente che nelle strutture scolastiche i contagi non si stiano verificando, ma quello che si teme è quello che succede fuori dalla scuola, all’ingresso, all’uscita e sui trasporti”. Infatti – sottolinea l’esperto – “è indubbio che nelle ultime settimane nella fascia d’età scolastica c’è stato un aumento dei contagi, che però probabilmente sono avvenuti fuori dalle aule. All’interno c’è controllo e distanziamento, quindi non c’è un grosso rischio di contagio”. “In questo momento ci sono davvero pochi casi di focolai all’interno delle scuole”, è la sintesi di Lopalco. Che si piazza, insomma, sulla stessa lunghezza d’onda della ministra Azzolina. Con genitori e alunni che stanno alla finestra per conoscere eventuali nuove disposizioni.

(LaPresse/di Luca Rossi)

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