L’intervista. Comunali a Napoli, Poggiani: “Pd, M5S, Dema: fermiamoci”

Il presidente della III Municipalità e fedelissimo del sindaco: “Ora tavolo istituzionale-politico tra tutti per evitare rivolte”

NAPOLI – Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità e tra i più influenti esponenti del movimento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, Dema, è preoccupato che la città si sollevi contro il lockdown annunciato dal governatore Vincenzo De Luca. “Serve coesione politico-istituzionale, altrimenti non c’è nemmeno quella sociale”. E chiede alla politica di fermarsi: “Continuare a parlare di elezioni, accordi e strategie in questo momento è una follia. Fermiamoci”.

Poggiani, De Luca ha annunciato il lockdown. E’ preoccupato.

Sì. Io non metto in discussione la scelta, anzi tralascio le ragioni per la quale l’Unità di crisi abbia suggerito a De Luca queste mosse. Non voglio fare il tifoso, c’è qualcuno che parla di privazioni di libertà e disobbedienza civile e sbaglia, sono preoccupato. A me interessa il disastro sociale, la macelleria sociale. Penso al lavoro a nero, a chi non ha lavorato durante il primo lockdown, a tutti quelli che hanno raschiato il fondo dei risparmi. Sebbene la Regione nella fase 1 ha messo mano alla tasca resta una goccia nel mare. Senza meccanismi di sostegno all’economia il commercio e il settore del turismo a Napoli e in Campania collassa. Crolla tutto.

Lei amministra un territorio complesso, dove il rischio sanitario e quello sociale corrono di pari passo.

Non si può andare avanti con piccoli ammortizzatori o con la Cassa integrazione che abbiamo visto non funzionare. Noi al Sud in qualche modo ci siamo salvati, poi abbiamo fatto una campagna elettorale come se il Covid non esistesse.

Invece tutti sapevamo che in autunno sarebbe arrivata una seconda ondata. Come è possibile ritrovarci in questa situazione? Si è sbagliato troppo? Questo intende?

Non abbiamo tutelato gli sforzi fatti dai cittadini. C’è stata sottovalutazione nella campagna elettorale, per i viaggi all’estero e così via. Ma non voglio entrare nella polemica politica. Mi preoccupo di ora e del futuro prossimo. Significa mettere in campo ammortizzatori all’altezza della sfida.

C’è il rischio che la camorra si insinui in questa disagio e nella povertà che rischia di aumentare a dismisura?

C’è il problema del lavoro sommerso. Già a marzo-aprile vedevano la possibilità del ritorno delle mafie: sono tra i pochi ad avere liquidità, avrebbero taglieggiato ancora. Però tra la grande solidarietà ed il sostegno delle famiglie e del risparmio ha attenuato questo fenomeno. Oggi ho paura di quello che può accadere. Comprendo le parole e le preoccupazioni del governatore De Luca, ma prima di affermare queste cose bisogna avere delle risposte pronte. Da lui e dal governo. Abbiamo bruciato la salvezza del Sud con politiche sbagliate. Penso al bonus vacanze, ha fatto circolare il virus.

Dal punto di vista sanitario la Campania dove ha sbagliato e dove sbaglia ancora?

Abbiamo fatto gli ospedali da campo, strutture mai aperte per cui abbiamo speso milioni di euro. Perché non riattare le strutture chiuse? C’è un piano intero dell’Ospedale San Gennaro che poteva essere utilizzato. Così all’Annunziata, al vecchio Policlinico. Abbiamo chiusi tanti ospedali, potevano essere delle sentinelle dove fare tamponi e tenere sotto controllo il contagio.

Gli amministratori locali chiedono più coinvolgimento. De Luca agisce in solitaria?

Io da presidente Municipalità ho chiesto tre volte i dati al presidente dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva. Solo grazie al lavoro dell’assessore Francesca Menna hanno fatto il conteggio dei positivi al Covid-19 per Municipalità e quartieri. Per un amministratore avere questi dati può fare la differenza, isolare i focolai, prendere scelte tempestive. C’è bisogno di un tavolo di crisi politico-istituzionale.

Veniamo alla politica. Pd e M5S parlano di accordarsi, De Magistris ha lanciato la candidatura di Alessandra Clemente. Che fare?

Io penso che chiunque mantenga discussioni politiche con questa crisi in atto è irresponsabile, è follia. Per quanto possa contare lancio un appello a tutti: fermiamoci.. Pensiamo alla crisi e fermiamo qualsiasi scontro politico. Non possiamo discutere di queste cose mentre fuori rischiamo sommosse e manifestazioni in ogni strada.

C’è il rischio che Napoli venga messa a ferro e fuoco?

Purtroppo sì. Non è più la prima fase, la preoccupazione era così forte e la consapevolezza di trovarsi in un momento straordinario ha mantenuto le persone calme. Questa straordinarietà è diventata normalità. Tra negazionisti, no-mask, populisti pronti a cavalcare l’ondata e persone che sono impaurite e impoverite la situazione è oggettivamente pericolosa. Per questo politica e istituzioni alla coesione: senza non c’è nemmeno quella sociale.

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