Coronavirus, Coldiretti: “No file ai market, in 3 milioni al lavoro nella filiera alimentare”

L'analisi dell'azienda

Foto Claudio Furlan - LaPresse 11 Aprile 2020 Milano (Italia) News Lunga fila al supermercato Esselunga di San Donato il sabato prima della Pasqua Photo Claudio Furlan/Lapresse 09 Aprile 2020 Milano (Italy) Long line at the Esselunga supermarket in San Donato on the Saturday before Easter

MILANO – Sono oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm che in molte città sta già provocando davanti a negozi e supermercati le prime file per fare scorte di cibo e bevande.

L’approvvigionamento alimentare – sottolinea la Coldiretti – è assicurato in Italia grazie al lavoro di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione con 230mila punti vendita tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica. Un impegno quotidiano senza sosta che – continua la Coldiretti – deve fare i conti con la chiusura di bar e ristoranti, ma che ha dimostrato la sua efficienza durante la prima ondata del virus durante la quale non è mai mancato il cibo sugli scaffali e nelle dispense delle famiglie. Occorre dunque evitare inutili file che – precisa la Coldiretti – favoriscono gli assembramenti ed aumentano il rischio della diffusione del contagio ma anche mettono inutilmente sotto stress il sistema dei rifornimenti e i lavoratori coinvolti.

(LaPresse)

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