Latte, quello vegetale inquina meno

Meglio cambiare spesso variante e fare attenzione a provenienza e packaging. Uno studio condotto dall’università di Oxford mette a confronto emissioni di gas serra, consumo di acqua e di suolo

CASERTA – E’ l’alimento principe della colazione italiana, si trova negli scaffali del supermercato in mille declinazioni: da quello intero a quello scremato, dal vaccino a quello di capra. Il latte è l’alimento che ci accompagna fin dalla nascita. In commercio ormai da decenni, accanto alle molte varianti di latte animale si trovano decine di alternative vegetali: soia, mandorle, cocco. I consumatori scelgono il latte in base alle proprie preferenze, e anche alla luce delle proprie intolleranze. Ma qual è il latte da scegliere se si vuole rispettare il pianeta? Per rispondere al quesito ci vengono in aiuto diversi studi in materia che tengono conto delle emissioni e dello sfruttamento della materia prima.

EMISSIONI: LATTE ANIMALE
E VEGETALE A CONFRONTO

Uno studio condotto dall’università di Oxford ha messo a confronto latte animale e vegetale. Le ricerche mostrano come le emissioni di gas serra derivate dalla produzione di latte a base vegetale siano molto inferiori a quelle del latte vaccino. Per ottenerne un bicchiere si producono quasi tre volte le emissioni di qualsiasi sostituto vegetale. Subito dopo il latte vaccino per quanto riguarda le emissioni prodotte troviamo il latte di riso, poi quello di soia, quello di avena, e infine quello di mandorla.

CONSUMO DI SUOLO
E ACQUA

Per quanto riguarda il consumo di suolo il distacco è netto tra latte vegetale e quello vaccino. Produrre un bicchiere (200 millilitri) di latte ogni giorno per un anno richiede 650 metri quadrati di terreno, ovvero l’equivalente di due campi da tennis. Per l’avena basterebbe un decimo di suolo per ottenere la stessa fornitura. Ancora meno il quantitativo di suolo necessario per produrre un bicchiere di latte di riso. Sul consumo di acqua le differenze sono molto diverse anche se segnano comunque la vittoria del latte vegetale come alternativa più ecologica. Considerando l’utilizzo dell’acqua si possono notare differenze consistenti tra i vari tipi di latte vegetale. Per produrre un bicchiere di latte di mucca si parla infatti di 120 litri d’acqua, risorse idriche sufficienti a fare 3 docce. Con la soia o con l’avena si ottiene la stessa quantità con meno di 10 litri. Male invece il consumo d’acqua necessario per produrre il latte di mandorla: i livelli quasi raggiungono quello del latte vaccino.

QUALE LATTE VEGETALE
INQUINA MENO?

Stabilito che il latte vegetale inquina meno di quello animale ora bisogna capire quale alternativa scegliere. Ogni tipologia ha i suoi pregi e i suoi difetti, più o meno importanti. Bisogna scegliere ogni prodotto anche guardando alla provenienza, alla qualità del packaging, la cui produzione è un’importante fonte di emissione. Poi è meglio cambiare spesso varietà, perché ogni prodotto acquistato in quantità industriali vede aumentare l’impatto ambientale. E questo discorso ci porta anche a non abbandonare del tutto il latte vaccino.

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