Champions, Inter sbatte sullo Shakhtar: 0-0, qualificazione in salita

Foto AP / Efrem Lukatsky

MILANO – L’Inter sbatte sullo Shakhtar e non va oltre lo 0-0 a Kiev. La formazione di Conte incassa il secondo pari consecutivo in Champions League dopo il 2-2 con il Moenchengladbach e il cammino verso gli ottavi si mette in salita: si materializza, così, il rischio che i nerazzurri intendevano schivare, giocarsi la qualificazione nel prossimo doppio confronto con il Real Madrid. E non pochi i rimpianti per Lukaku e compagni, che fanno l’incontro e dominano, soprattutto nei primi 45′. Ma si rivelano incapaci di sfruttare le occasioni create.

La traversa ferma il colosso belga e Barella, poi in apertura di ripresa Lautaro Martinez sciupa una clamorosa chance. Sorride lo Shakhtar, che dopo la clamorosa vittoria di Madrid sale in vetta al girone: ma quello visto stasera, anche per merito dell’Inter, è stata una squadra ben diversa rispetto a quella vista una settimana fa. Per il suo 3-4-1-2 Conte recupera finalmente Hakimi, Barella veste i panni del trequartista alle spalle del duo Lukaku-Lautaro. Inizio attendista da parte degli ospiti che, dopo un quarto d’ora, salgono in cattedra e si fa minacciosa nell’arco di una manciata di minuti.

Prima con un diagonale mancino scagliato da Lukaku che chiama Trubin alla respinta, quindi con Barella che, a botta sicura, su invito al limite del belga, conclude sulla traversa. Poi è Hakimi a cercare gloria penetrando in area: è Kornienko deviare il suo destro in corner. Altre chance nerazzurra con Lukaku, che sugli sviluppi di un angolo svetta su tutti ma non inquadra lo specchio. E poi con Lautaro Martinez, che sul lancio di Brozovic aggira Trubin ma conclude sul fondo.

L’Inter è in controllo, lo Shakhtar non riesce a pungere

Timidi accenni di reazione dai tentativi di Marcos Antonio e Dodo, che non creano problemi ad Handanovic. Prima dell’intervallo, la dea bendata volta ancora le spalle all’Inter in occasione della punizione di Lukaku: un missile che Trubin sfiora quel tanto che basta per mandare la sfera sulla parte alta della traversa. Il copione nella ripresa sostanzialmente non cambia. E’ qui che arriva l’occasione più clamorosa, non sfruttata da Lautaro: Trubin dice no a Brozovic, la palla giunge all’argentino che, a porta vuota, manca il comodissimo tap-in spedendo fuori.

Ci prova poi Vidal, staccando sul corner di Brozovic, senza fortuna. La gara scorre senza sussulti, anche perché l’Inter gradualmente cala a livello fisico e mentale. E allora Conte muove le sue pedine nel tentativo di sbloccarla: fuori l’opaco Lautaro Martinez e dentro Perisic, che si adatta a fare la seconda punta, una decina di minuto dopo Eriksen e Darmian rilevano Vidal e D’Ambrosio.

Rischia grosso, poi, l’Inter su un retropassaggio disastroso di Young, che innesca Tete e cerca Marlos: l’intervento di Bastoni è provvidenziale. Lo stesso esterno inglese, poi, deve alzare bandiera bianca per un problema muscolare e lo sostituisce Pinamonti. Nemmeno gli ultimi attacchi dei nerazzurri, però, aprono la breccia nel muro ucraino. La stanchezza prevale sulla lucidità. Nella valigia per Milano, Conte mette un solo punto. E la convinzione che c’è ancora parecchio lavoro da fare per modellare un’Inter da Champions. (LaPresse)

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