Conte punta al decreto ristoro per calmare la piazza. Aiuti alla ristorazione e al mondo dell’arte

Pressing di Renzi sul premier: vuole misure più leggere

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 22-10-2020 Roma Politica Camera dei Deputati - Informativa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulle ulteriori iniziative adottate dal governo contro l'emergenza Covid-19 Nella foto Giuseppe Conte Photo Roberto Monaldo / LaPresse 22-10-2020 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Report by the Prime Minister Giuseppe Conte on the initiatives taken by the government against the Covid-19 emergency In the pic Giuseppe Conte

ROMA – Passi indietro? No. Giuseppe Conte tira dritto: se ha deciso di chiudere alle 18 la maggior parte della ttività commerciali è per allentare la circolazione. L’unica soluzione per placare le proteste, per tendere una mano a chi sarà danneggiato dal lockdown mascherato, è garantire loro degli indennizzi. E già oggi (alle 15) sul tavolo del Consiglio dei ministri è atteso ‘decreto ristoro’: un documento che dovrebbe muovere 4,5 miliardi di euro.

Conte alle strette

Nel nuovo Dpcm di aiuti (e non di nuove chiusure) sono stati inclusi anche attori, biglietterie esterne e società di noleggio per gli eventi. Anche i tassisti con molta probabilità entreranno a far parte della lista di categorie che usufruiranno di un sostegno economico come bar, ristoranti e palestre.

Non è un buon periodo politico per Conte. Contro di lui praticamente tutti, anche i componenti della stessa coalizione di maggioranza oltre che l’opposizione: si oppongono alle strette imposte dal governo. Ma il premier non retrocede: “Senza queste misure, che sappiamo essere dure – ha risposto ai contestatori –  la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci di mano”.

Renzi pressa e chiede di apportare modifiche al decreto. Zingaretti, invece, vuole dal presidente del Consiglio “autorevolezza, serietà, rapidità”, mentre dai 5S arrivano dissensi per la chiusura di ristoranti, cinema, palestre e teatri.

La risposta del premier

Ma alle tante pressioni Conte risponde dicendo che “ora è il momento della responsabilità” e aggiunge: “La politica deve saper dare conto delle proprie scelte ai cittadini, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e non soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi”. E lo dice ai suoi alleati di governo: il Dpcm “è nato da un lungo confronto con tutte le forze di maggioranza, rappresentate dai rispettivi capi delegazione”.

“Il governo – ha chiarito Conte – si assume le proprie responsabilità ed è giusto che il suo operato sia sindacato e sottoposto a critiche, ma se perdiamo di vista l’obiettivo di marciare tutti insieme nella stessa direzione per uscire dalla pandemia, rischiamo di aggravare la situazione nel Paese”

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