Decreto ristori, per bar e palestre soldi in 7 giorni. Test per il Covid anche dai pediatri

I datori di lavoro potranno presentare domanda per altre 6 settimane di cassa integrazione

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA (Matteo Bosco Bortolaso) – Un rimborso praticamente automatico, almeno a chi lo aveva già ricevuto per il lockdown. Due milioni di test rapidi antigenici, che faranno medici di base e pediatri. La seconda rata Imu stralciata o credito d’imposta per l’affitto ai commercianti colpiti dall’ultimo Dpcm che vale 5,4 miliardi di indebitamento netto, con 6 miliardi di saldo da finanziare. Sono solo alcune delle novità contenute dal decreto ‘Ristori’ varato da Palazzo Chigi.

Una serie di contributi (i ristori, appunto) andranno a bar, ristoranti, piscine, palestre e fiere. La cifra effettiva sarà parametrata su una percentuale della somma già corrisposta per le chiusure della scorsa primavera. Allora, il valore era determinato sulla base del calo di fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019. Per chi fa richiesta ‘ex novo’, invece, bisognerà attendere le linee guida dell’Agenzia delle Entrate. Il Governo, comunque, promette un’attesa massima di sette giorni che è già nei database dei beneficiari.

Ai ristoranti verrà riconosciuto il 150% del contributo di aprile. Bar, pasticcerie e gelaterie avranno invece il 100%. I ristori più consistenti, del 400%, andranno alle discoteche, che non hanno mai riaperto dal lockdown della scorsa primavera. Saranno invece del 200% i rimborsi per piscine, palestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere.

Per gli immobili i cui proprietari siano anche gestori delle attività commerciali colpite dal Dpcm, è previsto lo stralcio della seconda rata Imu, stanziando complessivamente 115 milioni di euro. Chi invece è in affitto, riceverà un credito di imposta (cedibile) del 65% per tre mesi. E’ stato eliminato il tetto dei 5 milioni di fatturato.

Sarà corrisposta un’indennità da mille euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato) e agli stagionali degli altri settori colpiti (spettacolo, turismo, venditori porta a porta e prestatori d’opera. A novembre ci sarà una mensilità del reddito di emergenza (Rem) per le famiglie già beneficiarie del contributo in base al decreto agosto, o per quelle famiglie che a settembre hanno registrato un valore del reddito familiare inferiore a quello del Rem, da 400 a 800 euro.

Se per i ristori verranno stanziati 2 miliardi di euro, conta 2,5 miliardi complessivi il capitolo ‘Cassa integrazione’, cui i sindacati guardano con molta attenzione (ottenendo il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021, ma non fino al 21 marzo come chiedevano). I datori di lavoro potranno presentare domanda per altre 6 settimane di cassa integrazione. Dovranno versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019. Il contributo sarà del 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore, se la riduzione del fatturato è inferiore al 20%. Esso salirà al 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato. Con una riduzione superiore al 20%, non vi sarà il contributo addizionale.

Passando al fronte sanitario, sono stanziati 30 milioni di euro per l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. È stato stimato che nei mesi di novembre e dicembre verranno somministrati 2 milioni di tamponi antigenici rapidi (il cui costo medio è di 15 euro per ciascun tampone). I risultati di questi test, tramite il sistema della tessera sanitaria, saranno inviati elettronicamente all’assistito.

LaPresse

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