Napoli, in migliaia a piazza Plebiscito: “Senza aiuti non ci chiuderete”

La città in rivolta contro le restrizioni della Regione. Sfiorato lo scontro tra i manifestanti e la polizia, il corteo termina al Palazzo della Regione: cori e insulti contro De Luca

NAPOLI – Nuova giornata di proteste a Napoli. Dopo gli scontri di venerdì scorso e le manifestazioni del fine settimana avvenute tra piazza dei Martiri, a Chiaia, e piazza Vanvitelli, al Vomero, la città riempie questa volta la piazza simbolo dei movimenti popolari napoletani: il Plebiscito.

A partire dal tardo pomeriggio di ieri, migliaia di persone hanno occupato l’enorme distesa dinanzi al palazzo Reale. Organizzata da ‘Il Sud Conta’, la protesta ha visto la partecipazione di tantissime realtà e di tutte le categorie e fasce d’età. Dai lavoratori del mondo dello spettacolo, ora costretti nuovamente ad annullare concerti, show e kermesse che avevano appena rimesso in piedi, ai gestori di impianti sportivi, anche loro da ieri senza più un lavoro perché costretti alla chiusura dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte.

In piazza anche organizzatori di eventi e animatori, che hanno inscenato balli e canti di protesta. A scioperare, armati di cartelli e striscioni, moltissimi studenti, ristoratori, precari e disoccupati.

La Napoli affamata, la più arrabbiata. Quella che non ha davvero più niente da perdere. Piazza del Plebiscito, gremita di manifestanti, si è riempita nel giro di pochi minuti. “Tu ci chiudi, tu ci paghi” e “Salario e reddito per tutti” i cori più cantati dalla folla infuriata. Una protesta non contro il lockdown, ma contro la chiusura che non prevede alcun sostegno economico: “Senza aiuti non ci chiuderete”, urlava la folla inferocita.

Diversi anche i fumogeni lanciati dai manifestanti. Molto presto la situazione si è fatta incandescente. Dopo circa un’ora di proteste, prende il sopravvento la volontà popolare di andare a protestare sotto il palazzo della Regione.
Nonostante il grande dispiegamento di forze dell’ordine, la polizia, dinanzi a migliaia di cittadini pronti a sfondare il cordone di sicurezza creato dagli agenti in tenuta antisommossa, ha quindi deciso di battere in ritirata, lasciando passare l’enorme corteo che si è quindi diretto verso Santa Lucia. Ed è qui che la protesta si è sciolta dopo aver rivolto cori e insulti contro il governatore Vincenzo De Luca. Parallelamente al corteo, anche la protesta dei taxi: decine di auto bianche hanno percorso, suonando il clacson, tutto il centro storico fino al Vomero. Le tensioni sono proseguite quando, in serata, due persone sono state fermate dopo le proteste e un corteo di sostenitori ne ha chiesto il rilascio protestando dinanzi alla Questura.

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