Coronavirus, Arcuri: “Ospedali troppo affollati, più test e cure a casa”

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse Nella foto Domenico Arcuri

ROMA“Meno ricoveri quando non sono necessari, più attrezzature per le terapie intensive, più capacità degli ospedali per i ricoveri con strutture provvisorie e ospedali da campo, come abbiamo già fatto durante la prima ondata. E si riprende il sistema di collaborazione tra le Regioni per trasferire i malati nei luoghi dove c’è più disponibilità in modo da non bloccare quelli dove le disponibilità si stanno esaurendo”.

Sono queste le “pluralità di azioni” per far fronte alla “seconda ondata” che il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri elenca in una lunga intervista rilasciata all’Huffington post.

“In questo momento il principale problema della seconda ondata è l’affollamento degli ospedali. E non quello delle terapie intensive. Dobbiamo fare di tutto per testare il più possibile le persone ma, nello stesso tempo, curarle in casa. Perciò è davvero necessario un coinvolgimento totale dei medici di base e dei pediatri di libera scelta. Abbiamo detto loro che li stiamo dotando di tutte le attrezzature che servono e abbiamo chiesto di aiutarci ancora di più. Devono fare i test così da alleggerire le Asl e curare il più possibile i loro assistiti a casa, così da alleggerire gli ospedali. Non serve ricoverarsi solo perché si ha 38 di febbre, il sistema regge se si va in ospedale perché se ne ha davvero necessità”.

Così Domenico Arcuri, Commissario Straordinario per l’emergenza Covid 19 in un’intervista rilasciata all’Huffington Post. E così continua: “Ieri in Francia c’erano 1.165.000 contagiati, in Spagna 1.046.000, nel Regno Unito 895.000, da noi 565mila, meno della metà che in Francia, la metà della Spagna e poco meno della metà del Regno unito. Nell’ultima settimana però abbiamo trovato 130mila contagiati. I tamponi disponibili sono più che sufficienti. La verità è che il sistema di tracciamenti rischia di non produrre più i suoi effetti. Per ogni contagiato, anche se asintomatico, si devono fare decine di tamponi a coloro con i quali è stato in contatto”.

Per Arcuri “nella prima ondata l’epidemia era più profonda, avevamo più decessi e più entropia nelle terapie intensive. Adesso è più larga, abbiamo assai più contagiati, spesso quale risultato degli screening, e più asintomaci con l’entropia degli ospedali. Se questi numeri continuano a crescere, come già accaduto negli altri grandi paesi europei, il sistema sanitario viene messo a dura prova. Non si potranno tracciare tutti. Nell’attesa che le misure che il governo ha messo in campo lo scorso week end producano i loro effetti”.

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