Nagorno-Karabakh, Baku accusa l’Armenia: “Raid su Barda, 14 morti”. Erevan nega

Non accennano a fermarsi i combattimenti fra Armenia e Azerbaigian per la regione contesa del Nagorno-Karabakh, enclave armena in territorio azero, due giorni dopo l'entrata in vigore di un cessate il fuoco mediato dagli Usa.

. (AP Photo/Aziz Karimov)

EREVAN – Non accennano a fermarsi i combattimenti fra Armenia e Azerbaigian per la regione contesa del Nagorno-Karabakh, enclave armena in territorio azero, due giorni dopo l’entrata in vigore di un cessate il fuoco mediato dagli Usa. Le autorità del Nagorno-Karabakh hanno accusato le forze dell’Azerbaigian di avere colpito la capitale della regione, Stepanakert, e la vicina Shushi, con diversi sistemi di razzi a lungo raggio Smerch, uccidendo un civile e ferendone altri due. Il ministero della Difesa dell’Azerbaigian, dal canto suo, ha respinto le accuse e ha accusato a sua volta l’Armenia di avere usato diversi razzi Smerch contro le città azere di Terter e Barda, dicendo che il bilancio del raid su Barda è di 14 morti e oltre 40 feriti. L’Armenia nega di avere effettuato un attacco su Barda: la portavoce del ministero della Difesa, Shushan Stepanian, ha respinto le accuse definendole “infondate e false”. Il sistema Smerch è una devastante arma di progettazione sovietica pensata per distruggere ampie zone con esplosivi e munizioni cluster.

La regione del Nagorno-Karabach si trova in territorio dell’Azerbaigian, ma è sotto il controllo di forze di etnia armena sostenute dall’Armenia dalla guerra finita nel 1994. Gli ultimi combattimenti, cominciati il 27 settembre scorso, hanno coinvolto artiglieria pesante, razzi e droni: si tratta della più grande escalation di ostilità da quando è terminato il conflitto degli anni ’90. Centinaia, e possibilmente migliaia di persone sono state uccise nei combattimenti. Secondo la Russia, il bilancio totale dei recenti combattimenti potrebbe essere superiore ai 5mila morti.

LaPresse

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