Sindacati-Governo, posizioni distanti. Bonomi: “Blocco dei licenziamenti non infinito”

Foto Claudio Furlan / LaPresse Nella foto: Carlo Bonomi

ROMA – Continua la trattativa tra Governo e sindacati sullo stop ai licenziamenti. Giuseppe Conte incontra in videoconferenza i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. Il premier rassicura i rappresentanti dei lavoratori: l’esecutivo è al lavoro per non lasciare indietro nessuno. Le misure prese sono “necessarie e indispensabili”, ma le risorse messe in campo serviranno a sostenere famiglie e imprese. Tenere botta è la priorità. Per ripartire, il Capo del Governo punta moltissimo sul Recovery plan. Conte rassicura i leader sindacali: un incontro specifico servirà a condividere con loro la rotta, per accettare idee. “C’è ancora tempo e avremo la possibilità di ricevere i vostri suggerimenti – dice il premier – Siamo ancora in fase di elaborazione e di definizione del piano, non abbiamo ancora steso il piano dei progetti”.

Si rischia un’emergenza sociale

I segretari generali, però, avvertono Conte. Le piazze degli ultimi giorni parlano chiaro. Le violenze non c’entrano, a protestare sono anche i lavoratori. Si rischia una “emergenza sociale”, dicono all’unisono. Per Landini l’unica risposta possibile sono “18 settimane di cassa integrazione e la contestuale proroga del blocco dei licenziamenti, sino alla fine dell’inverno”. Il decreto Ristori fissa lo stop al 31 gennaio, ma il leader Cgil preme perché si arrivi almeno al 21 marzo.

Un’intesa sul blocco dei licenziamenti

“In un momento complicato come questo non trovare un’intesa sul blocco dei licenziamenti sarebbe nefasto per il destino del paese. Diventerebbe socialmente ingestibile, soprattutto per quello che può accadere nelle piccole imprese”, gli fa eco la segretario Cisl Annamaria Furlan, che preme affinché dal tavolo arrivi “un segnale di rassicurazione a tutti i lavoratori italiani”.

Pierpaolo Bombardieri mette sul tavolo di Conte la mancata condivisione delle ultime misure: “Prendiamo atto che siamo stati chiamati solo a Dpcm bollinato e, inoltre, che per chi ha una collaborazione inferiore ai 5mila euro non siano stati previsti interventi”, attacca. Non solo. Anche il nodo Mes resta da sciogliere: “Sono risorse necessarie perché bisogna investire nella sanità le cui gravi carenze sono emerse, in tutta evidenza, nel corso di questa crisi – mette in chiaro il leader Uil – c’è disorganizzazione, mancano i tamponi, i reagenti e i vaccini per gli operatori sanitari”.

Bonomi: “Sì al Mes”

Dello stesso avviso è anche Carlo Bonomi: “Il Mes serve, noi abbiamo bisogno di quei soldi, ne abbiamo bisogno subito”, dice senza mezzi termini. Il presidente di Confindustria, però, resta molto critico sullo stop ai licenziamenti: la decisione di prorogarlo al 31 gennaio, “noi lo scopriamo la domenica: non siamo stati nemmeno coinvolti – attacca – Non è pensabile che il blocco dei licenziamenti prosegua all’infinito”.

(LaPresse/di Nadia Pietrafitta)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome