Truffe, falso e autoriciclaggio: i carabinieri arrestano 13 persone a Latina

Nelle prime ore della mattinata odierna, 28 ottobre 2020, a Latina, Frosinone, Formia (LT), Fondi (LT) e Nettuno (RM), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Latina su richiesta di questa Procura della Repubblica nei confronti di 13 persone - 6 in carcere e 7 agli arresti domiciliari

ROMA – Nelle prime ore della mattinata odierna, 28 ottobre 2020, a Latina, Frosinone, Formia (LT), Fondi (LT) e Nettuno (RM), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Latina su richiesta di questa Procura della Repubblica nei confronti di 13 persone – 6 in carcere e 7 agli arresti domiciliari – ritenute responsabili, a diverso titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata (art. 416 c.p. co. 1-2-3-e art. 640 co. 1-2 n. 1 c.p.), falsità materiale commessa dal P.U. (art. 477 c.p.), falsa attestazione della presenza in servizio del pubblico impiegato (art. 55 quinquies dlgs 165 del 2001), autoriciclaggio (art. 648 ter 1 c.p.), contraffazione di pubblici sigilli (art. 468 c.p.), sostituzione di persone (art. 494 c.p.), esercizio abusivo dell’attività finanziaria (art. 140 bis co. 2 d.lgs. 385/93), rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio (art. 326 c.p.), abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), favoreggiamento (art. 378 c.p.) e corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.).

La misura cautelare si basa sulle risultanze acquisite dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Latina che, dal dicembre 2018 al giugno del 2019, mediante attività d’intercettazione telefoniche, ambientali, telematiche nonché riprese video, hanno consentito di appurare l’operatività di un sodalizio criminale composto da sei persone – fra i quali un dipendente della Procura della Repubblica di Latina e cinque operatori finanziari – dedito alla abusiva attività finanziaria e mediazione creditizia, nonché alla insolvenza fraudolenta e alla frode a società finanziarie.

In particolare, è emerso che: l’associazione reclutava clienti esclusi dalla possibilità di accesso al circuito del credito per incapacità reddituale o per segnalazioni pregiudizievoli esistenti presso il sistema di informazione creditizio, fornendo loro consulenze personalizzate per l’individuazione dell’istituto di credito o dell’intermediario finanziario a cui indirizzare pratiche di finanziamento con modalità fraudolente, ossia mediante l’oscuramento dei dati pregiudizievoli e la contraffazione delle buste paga; successivamente la documentazione predisposta veniva inoltrata dal gruppo alle società finanziarie.

(LaPresse)

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