“Il turismo ha incassato meno della metà”

La professoressa Valentina Della Corte: “Le misure del governo non sono in linea con le esigenze del comparto”

NAPOLI – Quello turistico è uno dei settori più colpiti dalla crisi economica innescata dalla pandemia. A causa dell’allarme Coronavirus, quest’anno le strutture ricettive hanno registrato un calo netto delle prenotazioni. Furiosi gli operatori del settore, che hanno sostenuto costi elevatissimi per il rispetto delle norme anticovid e ora contesta- no aspramente le misure di sostegno economico annunciate dal governo, insufficienti e tardive. A raccontare le difficoltà che le imprese turistiche stanno vivendo è la professoressa Valentina Della Corte, docente di ruolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e coordinatrice del corso di laurea in Hospitality Management. A maggio, la sua nuova facoltà ad indirizzo turistico ha lanciato un osservatorio, finalizzato a studiare i fenomeni che coinvolgono l’intero settore, il comportamento del turista e delle aziende.

Professoressa, qual è stato l’impatto della pandemia e delle misure anticovid sul settore turistico campano in termini economici e occupazionali?

Le strutture ricettive campane hanno lavorato principalmente con il mercato turistico italiano. Dai dati di Federalberghi ed Enit si evince che la gran parte dei turisti arrivati in Campania provengono dal Veneto, dalla Lombardia e dal Piemonte. Il soggiorno in media è stato breve, di 3 notti. Ad agosto il tasso di occupazione si è attestato quasi al 50%, più che a giugno e luglio. Gli incassi sono stati 1/3 di quelli stimati.

Le misure adottate dal governo sono sufficienti a scongiurare un disastro?

Non sono affatto in linea con le esigenze del comparto. Sono state consentite le fiere ma vietati congressi e convegni. Non è stata un’ottima idea. Le attività formative sono parte integrante di questi eventi. Le sale e i teatri hanno fatto grossi investimenti per rispettare le norme anticovid e da un momento all’altro sono stati chiusi di nuovo. Quanto ai ristoranti, si doveva stabilire un orario di chiusura serale congruo. Alcuni lavorano più a cena che a pranzo. Sarebbe stato più opportuno imporre regole rigorose e sanzioni che orari così stringenti. Ma è il mancato potenziamento del trasporto pubblico il vero problema di questa seconda ondata.

Quali saranno le conseguenze sull’economia campana se le misure restrittive dovessero protrarsi?

Purtroppo non positive. La diffusione del virus è sicuramente maggiore rispetto a prima ma ora si effettuano più tamponi. Inoltre, nella maggior parte dei casi i pazienti non presentano sintomi. Se si continua a restringere il campo d’azione, le imprese non riusciranno a sopravvivere. Bisognerebbe ascoltare la presidentessa di Confcommercio: i ristoranti non possono chiudere alle 18 e poi proseguire con l’asporto, che comporta costi insostenibili. Non dobbiamo indurre gli imprenditori a pensare che sia più conveniente restare chiusi. 

Cosa pensa delle proteste degli ultimi giorni?

Le frange estreme non ci interessano, ma alcune fasce di categoria rischiano di patire una crisi estrema. Il governo deve comprendere che senza la riapertura delle attività economiche si renderanno necessarie misure quasi assistenzialistiche. Resto comunque ottimista per il futuro. Il settore turistico dà spesso grandi segnali e gli imprenditori sono pronti a ripartire con gli stage per i nostri studenti. Sono sicura che non appena le cose si risistemeranno ci sarà uno sviluppo esponenziale del comparto.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome