Calcio, l’idea della Superlega continua a far discutere. La Uefa: ucciderebbe il nostro sport

Secondo la stampa spagnola le big di Spagna, Inghilterra, Italia, Germania e Francia avrebbero già dato il loro ok alla prima bozza

Foto Claudio Grassi/LaPresse 22 settembre 2019 Parma (PR) Italia sport calcio Atalanta vs Fiorentina - Campionato di calcio Serie A TIM 2019/2020 - Stadio Ennio Tardini. Nella foto: Mario Pasalic (#88 Atalanta) gol annullato Photo Claudio Grassi/LaPresse September 22, 2019 Parma (PR) Italy sport soccer Atalanta BC vs ACF Fiorentina - Italian Football Championship League Serie A TIM 2019/2020 - Ennio Tardini Stadium. In the pic: Mario Pasalic (#88 Atalanta) goal denied

MILANO – Il mondo del calcio, alle prese con la più temibile delle sfide, le conseguenze della crisi innescata dalla pandemia, non perde d’occhio quello che può essere il futuro. L’idea di una Superlega d’Europa continua a far parlare e dietro le quinte qualcosa effettivamente sembra muoversi. Da capire quanto in concreto. Solo ieri Josep Bartomeu, nella conferenza in cui ha annunciato le dimissioni da presidente del Barcellona, ha sorpreso tutti annunciando l’adesione dei blaugrana al progetto. Anche se poi in serata il numero uno della Liga, Javier Tebas, ha avanzato il sospetto che a spronare Bartomeu sia stato il presidente del Real Florentino Perez, da sempre grande sostenitore del progetto.

L’ipotesi Superlega

Secondo la stampa spagnola le big di Spagna, Inghilterra, Italia, Germania e Francia avrebbero già dato il loro ok alla prima bozza. La competizione, che prenderebbe il via nel settembre 2022, dovrebbe replicare il format dell’Nba coinvolgendo 16-18 squadre. Le partecipanti non lascerebbero i loro campionati, che continuerebbero a essere disputati in ogni paese. Ma è indubbio che una Superlega parallela inciderebbe, e non poco, sull’appeal di Premier, Liga e Serie A. Di certo, entrerebbe in diretto contrasto con Champions ed Europa League.

La Uefa si oppone

Ecco perché la Uefa si oppone fermamente e il suo presidente Aleksandar Ceferin lo ha ribadito nel suo intervento a SportLab, l’evento virtuale dedicato al futuro dell’industria dello sport, organizzato per i 75 anni di Corriere dello Sport e Tuttosport. Lanciando anche una frecciata ai media: “Si tratta di un’invenzione italiana, non è una nostra proposta. Sarebbe uno dei progetti più noiosi al mondo”, ha dichiarato. “Ne parlano due o tre club che pensano di meritare di vincere più degli altri, ma che in realtà vincono poco. Non è una discussione seria: questa decisione ucciderebbe il calcio, sono fortemente contrario”, ha aggiunto.

Gli ha fatto eco Giorgio Marchetti, vicesegretario generale dell’Uefa, in un’intervista a Sky Sport: “Se per Superlega si intende una competizione chiusa, formata da un gruppo che si autoinserisce in questo torneo, crediamo che sia un’idea viziata”. “Il calcio in Europa – ha proseguito – è un sistema aperto, competitivo, che si basa sul merito sportivo. Chi vince o fa le migliori performance nelle leghe nazionali, si piazza nelle posizioni utili per le competizioni europee che sono aperte a chi fa risultati”, ha aggiunto. “Noi abbiamo la Champions, stiamo studiando e parliamo con i club un sistema che possa migliorarla, sempre che esiste. Non vedo come possano esserci in Europa competizioni che neghino i diritti ad alcuni club”.

Un’ipotesi difficile da realizzare

Anche il già citato Tebas, ospite di SportLab, è tornato sull’argomento, disinnescandolo: “Non vedo all’orizzonte una Superlega. Queste notizie hanno ben altri obiettivi, non è fattibile una competizione del genere”. Ma, c’è da giurarci, del progetto se ne continuerà a parlare. E se ieri l’amministratore delegato del Milan Ivan Gazidis ha assicurato che “non ci sono proposte che possano portare a una rottura con i campionati nazionali” e che “l’attenzione principale rimane sullo sviluppo delle competizioni internazionali esistenti”, un’apertura sembra arrivare, invece, dal numero uno dell’Inter Steven Zhang.

“Sono sempre a favore dell’idea di migliorare ed evolvere il nostro prodotto. Dobbiamo analizzare la situazione attuale e il nostro lavoro dopo la pandemia”, ha dichiarato a SportLab. Il calcio “spesso non è adatto ai consumatori che devono svegliarsi alle sei del mattino o perfino alle 3. Per questo dobbiamo presentare le nostre competenze a un pubblico che sia in grado di usufruire della nostra offerta – ha aggiunto Zhang – in ogni momento e nella forma che si desidera, in qualsiasi contesto. Offriremo prodotti sempre più evoluti e competitivi”.

(LaPresse/di Attilio Celeghini)

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