Europa League, il Milan non si ferma: strapazza lo Sparta Praga e va in fuga

Una crescita costante da parte di tutto il gruppo che mostra di sapere sempre come giocare

Foto LaPresse - Spada Nella foto: Rafael Leao esultanza dopo il gol 1-0 , Davide Calabria

ROMA – Il Milan conferma di essere una macchina perfetta. Con autorità e senza patemi strapazza lo Sparta Praga per 3-0, vola al vertice nel girone di Europa League e ribadisce di essere squadra compatta, solida e di personalità. Una crescita costante da parte di tutto il gruppo che mostra di sapere sempre come giocare, quale soluzione tattica adottare come dimostra anche la facilità con cui ha costruito le sue occasioni da rete in una serata perfetta cui è mancato solo il sigillo di Ibrahimovic, artefice di un rigore sbagliato sul finire del primo tempo.

Milan aggressivo

Al 24′ il Diavolo ha concretizzato il suo predominio su un avversario apparso debole e disorientato, con Brahim Diaz al 24′ per poi prendere il largo nella ripresa al 57′ con Leao, che ha preso il posto di Ibra, e con Dalot al 66′. In regia promosso Bannacer e in crescita Tonali che hanno gestito il gioco con semplicità e senza affanni ma è tutta l’orchestra che non smette di suonare con estrema precisione, al di là della effettiva qualità dello Sparta Praga. Pioli può ritenersi soddisfatto, ad un Diavolo così ben programmato e affamato la qualificazione non sembra poter sfuggire. E’ ora prima nel girone per il pareggio 2-2 tra Lilla e Celtic.

La sfida europea

Per la sfida europea il tecnico conferma il trio Castillejo, Krunic e Brahim Diaz alle spalle dell’insostituibile Ibrahimovic. Dalot per Theo Hernandez con Calabria a destra. In mediana la scelta è sulla coppia Tonali e Bennacer. I praghesi cambiano invece pochissimo rispetto alla sconfitta contro il Lille con la novità Celuska e l’ex Bologna Krejci. I rossoneri prendono subito possesso del centrocampo, controllano il match con ordine affidandosi agli spunti di Ibra e ai tagli in verticale di Krunic ma lo Sparta Praga attende nella propria metà campo impedendo al Milan di trovare varchi e alzare il livello del gioco.

Le fasi salienti del match

I ritmi sono blandi, il Diavolo fatica ma ha pazienza continuando nel fraseggio per mettere in difficoltà gli avversari. Sergfe però un acuto e lo trova al 23′ Brahim Diaz che ruba palla a Lischka, scambia rapidamente con Ibrahimovic che gli restituisce in corsa un pallone perfetto. Sterzata improvvisa per evitare il difensore e pallone calciato sotto le gambe del portiere. Per Brahim Diaz è la prima rete realizzata a San Siro.

Per il Diavolo il match si mette in discesa e in tre minuti ancora Dipaz e Krunic su lancio di Kjaer si avvicina alla seconda marcatura. La possibilità c’è l’ha però Ibrahimovic che usufruisce al 36′ di un rigore per atterramento in area da parte di Lischka ma lo svedese dal dischetto fallisce dagli 11 metri mandando il pallone a scheggiare la parte alta della traversa. L’errore impedisce di mettere in sicurezza il match per uil milan che nel finale rischia per due volte di subire le riparetnze dello Sparta Praga che inizia ad alzare il suo baricentro.

La ripresa

Nella ripresa Pioli decide di far rifiatare Ibra, fa entrare Leao per dare più vivacità e velocità chiedendo alla squadra maggiore concretezza sotto porta. C’è da chiudere il match per evitare brividi inutili contro una formazione apparsa non troppo pericolosa. Arrivano altre due occasioni mancate con Heca che chiude lo specchio a Leao e si supera nel successivo intervento di Tonali ma al 57′ il brasiliano appena entrato sfrutta al meglio un passaggio di esterno di Dalot e fa centro per un 2-0 più rassicurante che mette il match sui binari della tranquillità proprio nel momento in cui gli ospiti avevano iniziato a trovare più spazio e maggiore fiducia.

Il Milan si conferma squadra compatta, abile nell’attaccare lo spazio e al 66′ va ancora a segno con Dalot grazie ad un verticalizzazione perfetta di Bennacer. Il resto è pura accademia. Il Diavolo non smette di graffiare e stupire, fulminante in campionato e in Europa.

(LaPresse/di Luca Masotto)

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