Shopping eco nel negozio sotto casa

CASERTA – Il commercio sta vivendo una crisi senza precedenti, e le ultime restrizioni sugli spostamenti fermano la ripresa sperata dai piccoli imprenditori. Mentre lo Stivale si infiamma per le proteste della categoria, anche il pianeta ‘brucia’ per i danni del nemico numero uno degli acquisti nei negozi, ovvero lo shopping online. Inizialmente fare spese in rete era un sistema appoggiato dagli ambientalisti, ma negli ultimi anni la situazione è molto cambiata. Ormai le spese su internet sono diffusissime e hanno un impatto devastante sul nostro ecosistema. Vediamo i due metodi a confronto.

E-COMMERCE E LOCKDOWN
Nel 2020 gli acquisti online di prodotto dei consumatori italiani varranno 22,7 miliardi di euro con una crescita annua del +26%, 4,7 miliardi in più rispetto al 2019: l’incremento in valore assoluto è il più alto di sempre. Grazie anche al lockdown, quando l’ecommerce ha rappresentato il principale motore di generazione dei consumi, cresceranno sopra la media il Food&Grocery (che vale oggi 2,5 miliardi di euro, +56%), l’Arredamento e home living (2,3 miliardi, +30%) e una serie di altre nicchie di mercato come il pharma, il beauty e lo sport&fitness. Queste alcune delle evidenze che emergono dalla fotografia scattata dall’Osservatorio ecommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

COMMERCIO CHE INQUINA
Ad uno sguardo superficiale lo shopping online sembra amico dell’ambiente: elimina gli spostamenti in auto e l’inquinamento associato. Ma inquinano e molto anche le flotte di camion e corrieri per le consegne. Uno studio condotto dall’Università del Delaware è partito da un sondaggio sulle abitudini e le preferenze di acquisto dei residenti di quella città. Le risposte sono state usate per calcolare la quantità di beni acquistati online. In base alle informazioni dalle società di consegna hanno stabilito il numero di camion che mettono su strada e il numero dei pacchi che normalmente trasporta ciascun mezzo. E’ emerso che l’aumento del numero di acquisti online ha l’effetto di aumentare i ritardi dovuti al traffico e le emissioni dei veicoli. Quindi in città comprare online non conviene, meglio spendere nel negozio sotto casa. Lo shopping online ha un impatto importante anche sul ciclo di rifiuti. I pacchi vanno smaltiti, e sono in gran parte realizzati in plastica, ciò significa che finiscono nell’indifferenziata. Per questa ragione negli ultimi tempi le aziende stanno cercando di incidere meno sul pianeta, scegliendo scatole in cartone.

I PICCOLI COMUNI
Un discorso a parte va fatto per i centri più piccoli, quelli che non hanno a disposizione negozi in cui poter far shopping. In questo caso lo shopping online può rivelarsi una scelta ecologica, in quanto solo pochi corrieri saranno impegnati nelle consegne e non decine di automobili in viaggio verso le città più grandi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome