Brusaferro e Locatelli lanciano l’allarme: “La pandemia corre in Italia, inevitabile lo scenario 4″

Le persone con meno di 50anni di età che hanno perso la vita, ha spiegato Locatelli, "sono intorno all’1% mentre per quelle al di sotto dei 40 sono 90 pazienti in assoluto”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Franco Locatelli (CSS)

ROMA“La pandemia corre in Italia, inevitabile lo scenario 4”: è quanto hanno detto in conferenza stampa il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

Brusaferro: la pandemia corre

“La situazione è sotto gli occhi di tutti – ha spiegato Brusaferro – ovvero come l’epidemia stia correndo in Europa e nel nostro Paese. In molte regioni della Germania dove il virus sta crescendo si sono adottate le medesime restrizioni che stiamo applicando nel nostro Paese dove il numero delle persone positive è cresciuto nelle ultime settimane. Dalla mappa elaborata – ha continuato – si evince come l’Italia sia coinvolta per intero dall’epidemia con il numero di casi in significativa crescita. In questo momento lo scenario è compatibile con lo scenario 3 e in alcune regioni con lo scenario 4 che evidenzia la criticità dove diventa difficile reperire il tracciamento dei contagi. E’ importante a questo punto limitare la circolazione del virus. Le raccomandazioni sono quelle di chiedere a tutti un comportamento adeguato perché violarlo significa mettere a rischio la propria salute e quella degli altri sovraccaricando il sistema sanitario”.

E’ partito, invece, dall’analisi dei soggetti deceduti e da come sia cambiato il trattamento, invece, Locatelli. L’età media dei soggetti che hanno perso la vita sia sopra gli 80anni “il che chiarisce che si tratta di una popolazione fragile da proteggere grazie ad un patto generazionale che deve essere al centro e rispettato da tutti soprattutto dai più giovani che devono adottare comportamenti responsabili per proteggere questa fascia d’età. Ciò che va sottolineato – ha aggiunto – è che in ambito di trattamenti c’è stato un mutamento significativo nell’uso dei farmaci cortisonici pari al tre quarti rispetto alla scorsa primavera che sottolinea la necessità di utilizzo di farmaci steroidei per la cura del Covid”. Le persone con meno di 50anni di età che hanno perso la vita, ha spiegato Locatelli, “sono intorno all’1% mentre per quelle al di sotto dei 40 sono 90 pazienti in assoluto”.

I tempi di contagio

E per quanto riguarda i tempi del contagio, Locatelli ha chiarito che “il tempo che passa tra la comparsa dei sintomi e il decesso è mediamente sui 12 giorni” mentre tra “la comparsa dei sintomi e il ricovero in ospedali e il decesso è di 5 e 7 giorni”. E sui tamponi ha detto che dalla prossima settimana saranno realizzati “anche 100mila tamponi antigenici rapidi al giorno. E qui giocheranno un ruolo importante i medici di medicina generale che dovranno mettere in condizioni i pazienti di potersi curare a domicilio evitando così sovraccarico di richiesta di ricovero sia nei reparti che in terapia intensiva”.

Brusaferro:  Scenario 4


“Il documento per gestire l’evoluzione dell’epidemia per l’autunno-inverno redatto da tutte le istituzione del Paese con 8 pilastri – ha detto Brusaferro – copre tutti gli aspetti per la gestione dell’epidemia utilizzando come modello base quello dell’Oms. Oggi ci troviamo in uno scenario in cui tutto il Paese ha adottato delle misure restrittive con vincoli in alcune attività limitando le interazioni. Il documento è un monitoraggio condiviso da tre rappresentanti delle regioni che permette di confezionare la ricetta settimana dopo settimana. Oggi ci troviamo davanti a una situazione in cui il Paese ha adottato misure importanti alle quali se ne possono aggiungere delle altre sia a livello locale che nazionale”.

Locatelli: sforzi per non chiuderla

“Per quanto riguarda la scuola – ha sostenutpo Locatelli – stiamo analizzando i dati insieme al Comitato tecnico scientifico, al  Ministero della salute e al Governo per tutelare la salute della popolazione scolastica. Stiamo facendo ogni sforzo per mantenerla aperta anche con l’adozione della didattica a distanza nel rispetto della situazione peculiare di ogni regione. La scuola contribuisce in maniera marginale rispetto ad altri contesti sul numero dell’aumenti dei contagi E quando dico scuola mi riferisco non tanto all’istituto dove sono stato adottati tutti i protocolli per garantire la sicurezza ma agli assembramenti che possono verificarsi sui mezzi di trasporto. La settimana scorsa la percentuale dei contagi pertinenti alla scuola erano intorno ai 3,8% di tutti i contagi nazionali”.

Tracciamento fuori controllo

E sul tracciamento ha aggiunto: “E’ importantissimo, la prima trincea nella battaglia che abbiamo intrapreso per controllare la diffusione. Va fatto con i test ma soprattutto per individuare i contatti stretti che hanno causato l’infezione e controllare queste persone. La capacità di fare più tamponi e i test antigenici rapidi consentirà di individuare gli ambienti dove adottare lo strumento come nelle classi”.

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