Coronavirus, record con 31.084 casi e 199 morti. Rt sopra 2 in Piemonte e Lombardia

"L'epidemia sta correndo significativamente in tutti i Paese europei", ha lanciato l'allarme il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro

Foto Martin Meissner / AP

MILANO – “Oggi non abbiamo buone notizie, sono saliti a 31.084 dai 26.831 di ieri”. É preoccupato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. “Tutti questi dati – ha aggiunto, facendo il punto sulla situazione epidemiologica in Italia – in qualche misura sono attesi. Non ci dobbiamo aspettare cambiamenti del trend dovuti a un impatto immediato delle misure, ci vorranno due o tre settimane. Per ora vediamo ancora la tendenza all’aumento del numero dei positivi”.

I dati di oggi

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 215.085 tamponi, record assoluto dall’inizio della pandemia, e l’indice tra contagi e tamponi si attesta così al 14,4%. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale a 647.674. Aumentano ancora i pazienti in terapia intensiva: sono 1.746 le persone ricoverate. (+95 da ieri). In aumento anche i ricoveri ordinari: ben 1.030 in più rispetto a giovedì, quando erano 983, per un totale di 16.994. Lieve calo dei decessi, 199 contro i 217 di ieri, per un totale di 38.321. In aumento i guariti, 4.285 contro i 3.878 di ieri, per un totale di 283.567, mentre il numero degli attualmente positivi si impenna (+26.595 contro i 22.734 di ieri), arrivando a sfiorare i 325.786 malati. Di questi, 307.046 sono in isolamento domiciliare, quasi 26mila più di ieri. 

11 regioni a rischio elevato

“L’epidemia sta correndo significativamente in tutti i Paese europei”, ha lanciato l’allarme il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “La Germania ha molte regioni dove l’epidemia sta crescendo e ha adottato molte misure simili al nostro Paese”, aggiunge precisando che in Italia il contagio è in “rapido peggioramento”.

Nel report settimanale sull’andamento della pandemia, inoltre, l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea come 11 regioni siano attualmente “a rischio elevato”, mentre altre 4 – Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, a cui si aggiunge la provincia di Bolzano – sono già “nello scenario 4”. In pratica, i servizi sanitari nel breve periodo potrebbero non reggere all’impatto della seconda ondata del contagio.

Rt sopra 2 in Piemonte e Lombardia

Per l’Iss si conferma “complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni o province autonome italiane”. A ottobre, inoltre, l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,70. “Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle regioni – si legge ancora nella relazione dell’Iss – e province autonome italiane con valori superiori a 1,5 in diverse regioni e province autonome”. In particolare, Piemonte e Lombardia hanno superato la soglia dell’Rt 2, rispettivamente a 2,16 e 2,09. La Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta si fermano a quota 1.96. Altre 10 regioni italiane hanno l’Rt superiore alla soglia dell’1,5. Mentre in Campania è all’1,49.

Ipotesi lockdown?

Per il momento, però, è prematuro parlare di lockdown. “Quando si decide? Non sono in condizioni di dire se e quando si deciderà”, ha chiarito il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, dicendosi però preoccupato per la situazione di pronto soccorsi e nosocomi. “Il numero più critico sono le persone che si ricoverano in ospedale – dice – . Sono per ora il 5% dei contagiati, una piccola percentuale ma di un numero molto grande. I contagiati per l’80% sono asintomatici, le terapie intensive ancora non soffrono, ma gli ospedali sì”.

(LaPresse/di Benedetta Dalla Rovere)

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