Tracciamento dei positivi in tilt, per l’Italia si prospetta lo ‘scenario 4’. Nel mondo i contagiati sono 45 milioni

Idati forniti Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti guidano la triste classifica con 8 milioni 945mila 891 casi, seguiti da India e Brasile

Dr. Shemsedin Dreshaj, left, head of the ICU unit looks at the X-Ray of the lungs of a patient with COVID-19 in the Clinic for Infectious Diseases in Pristina, Kosovo, Monday, Sept. 21, 2020. (AP Photo/Visar Kryeziu)

ROMA – Con la crescita esponenziale dei contagi delle ultime settimane, per l’Italia si prospetta lo ‘scenario 4’: è il più grave previsto da “Prevenzione e risposta a COVID-19”, il documento a firma dell’Istituto superiore di sanità. Una sorta di panorama apocalittico che con il numero crescente dei casi, pone davanti all’impossibilità del tracciamento dei contagi, con un conseguente sovraccarico del Sistema sanitario nazionale per il numero eccessivo di ricoveri nelle strutture ospedaliere incapaci di far fronte all’emergenza.

Rt a 1,5: il più grave

Ieri i contagi hanno raggiunto la soglia dei 27mila unità in sole 24ore con il valore di Rt, ovvero l’indice i trasmissibilità delle infezioni di ciascun individuo infetto che ha superato l’1,5 registrato la scorsa settimana e riferito al periodo 12-18 ottobre. E proprio il livello 1,5 delinea lo scenario più preoccupante raggiunto dalla pandemia.

Scenario 4

Lo ‘scenario 4’ nello specifico è l’ultimo stadio che identifica la gravità dei contagi prodotti da un virus. Prevede l’impossibilità di tracciare tutti i casi e la difficoltà di proteggere i soggetti fragili come anziani, disabili e malati cronici.

La definizione dell’Iss

Secondo l’Iss lo scenario 4 è “una situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt maggiore di 1,5). Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi”.

La crescita del numero dei positivi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili.

I tempi

I tempi per il raggiungimento di tale situazione sono quelli di 21 giorni, ovvero tre settimane oltre le quali scattano “misure di contenimento molto aggressive con limiti agli spostamenti e lockdown” e prevede: “una classificazione in tre passaggi del rischio settimanale nelle Regioni/PA: rischio moderato (per almeno 4 settimane consecutive ad una valutazione del rischio più elevata); rischio alto/molto alto (per meno di 3 settimane consecutive) e rischio alto/molto alto (per 3 o più settimane consecutive e situazione non gestibile). Quest’ultimo livello è caratterizzato da trasmissione comunitaria diffusa, cluster non più distinti tra loro, nuovi casi non correlati a catene di trasmissione note, pressione sostenuta per i Dipartimenti di Prevenzione, e tra le azioni indicate figura il considerare la possibilità di restrizioni estese Regionali/provinciali”

Mondo: superati i 45milioni di casi

Intanto nel mondo sono stati superati i 45milioni di casi. Lo dicono i dati forniti Johns Hopkins University, secondo cui le persone fino ad oggi contagiate dal Covid sono 45.028 di cui 1.181.075 sono deceduti e 30.301.655 i guariti. Gli Stati Uniti guidano la triste classifica con 8.945.891 contagi, seguiti da India con 8.088.851 e Brasile con 5.494.376.

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