L’intervista. Pionati: “Fi deve costruire una linea politica autonoma”

Il leader di Alleanza di centro: “Serve una federazione di moderati”

NAPOLI – Contagi in crescita, sanità al collasso, Istituzioni sempre un passo indietro rispetto all’emergenza, incapaci di evitare l’aggravarsi della crisi economica e sociale. Quello che servirebbe al Paese e alla Campania sono collaborazione e competenza. Ne è certo il leader di Alleanza di Centro Francesco Pionati.

Onorevole, Crisi sanitaria, crisi economico-sociale, l’Italia è arrivata impreparata alla seconda ondata, perché?

Le Istituzioni nazionali e locali hanno preferito autocelebrarsi. Conte e De Luca invece di lavorare hanno fatto i ‘guappi’ continuando a dire ‘siamo i più bravi’. La Merkel e Macron all’autoelogio hanno preferito il lavoro.

Quali sono le maggiori responsabilità di De Luca?

Quando attacco De Luca lo faccio con cognizione di causa. Sono sue le competenze in materia di trasporti e Sanità, questi due comparti strategici sono già al collasso. Non è stato capace di aggiungere neanche un autobus nella tratta Avellino-Napoli, prima alla fermata c’era da aspettare un’ora, adesso un’ora e dieci. E’ chiaro che per evitare gli assembramenti bisogna aumentare le corse.

Soluzioni?

Una: De Luca dovrebbe farsi da parte e dare in mano a strutture commissariali la gestione della crisi. Deve coinvolgere in maniera seria le altre forze politiche regionali staccandosi dal gruppo di fedelissimi.

De Luca a farsi da parte non ci pensa. Ha chiesto al governo medici e infermieri.

De Luca non viene da Marte, da sei anni è lui a gestire la Sanità. Prima nei panni di commissario ad acta e ora da presidente. Se la sanità fosse materia di competenza nazionale, la sua lettera avrebbe senso, ma è di competenza regionale e deve fare il suo dovere come Zaia e Bonaccini che non chiedono medici al governo. La lettera di De Luca non è altro che la ripetizione dello stesso copione: lo scaricabarile”.

Crede che la risposta, arrivati a questo punto, sia un nuovo lockdown? Di che tipo?

La risposta del lockdown è di carattere statistico. Magari ridurrà il numero degli infetti, ma non è la strada migliore perché aumenterà il numero di disperati che escono dal sistema produttivo. Può incidere sull’emergenza sanitaria, ma drammatizza quella economica e sociale. Il problema è di prospettiva. La nostra crisi economica non finisce. Il nostro Pil è crollato del 25%. Più di chiunque altro. Per contro in Cina è aumentato. Chiediamoci come hanno fatto Wuhan e la Cina ad uscire dall’emergenza? Evidentemente sul piano operativo sono state persone serie che non hanno fatto battute o proclami, ma fatti.

A proposito di fatti, negli ultimi giorni si è consumato uno strappo tra Berlusconi, Meloni e Salvini. Siamo all’epilogo del centrodestra?

Berlusconi sta marcando una linea autonoma, nonostante i problemi di salute, è una persona estremamente lucida. Sa che per recuperare i voti non deve scimmiottare Salvini o Meloni, ma incidere su una linea politica di mediazione. Quella di Berlusconi è un’operazione corretta anche perché ha chiarito che non ci sarà sostegno al governo, ma al Paese. Si opera nell’interesse dei cittadini e non di una maggioranza al collasso. E’ giusto cercare uno spazio autonomo. La chiave di volta del centrodestra è nell’iniziativa di Fi.

In che senso?

Bisogna decidere se Fi deve essere un’organizzazione politica che ha come finalità la rielezione dei capo-popolo o un partito con una chiara proposta politica per la gente. Se si sceglie, come spero, la seconda strada, bisogna aprirsi all’esterno, creare una nuova classe dirigente e promuovere una federazione di moderati. E’ così che si può fare la differenza tra noi e gli altri.

Il centrodestra alle Regionali è stato travolto da De Luca. Crede che le Amministrative possano segnare la rinascita?

De Luca dopo l’exploit alle Regionali è già al collasso, sarebbe criminale non riorganizzarsi.

Prima parlava di una federazione di moderati, a Napoli diversi berlusconiani hanno iniziato a dialogare con esponenti del centrosinistra, hanno aperto a Dema e guardano alla società civile. Cosa ne pensa?

Aprire al centrosinistra non mi sembra la strada giusta, noi dobbiamo creare una proposta autonoma. Quello che molti non hanno capito è che andare ad aggregarsi ad una coalizione che di te non ha bisogno, è inutile perché non hai nessun ruolo politico. La partita si vince puntando sulla qualità e non sul gioco di società.

Nelle ultime ore il Pd sembra abbia chiesto una verifica del governo. Servono ministri di qualità in questa fase.

Una contraddizione in termini. Fai un governo con Di Maio, Azzolina e prima ancora Toninelli e ti aspetti che il governo sia all’altezza della situazione. E’ chiaro che i competenti li tengono alla larga.

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