Secondo capitolo per ‘Zerosettanta’: Renato Zero a nudo in una trilogia

L'amore, che "qui ha preteso più spazio": è questo il filo rosso che unisce i brani del secondo capitolo della trilogia 'Zerosettanta', in uscita oggi. Un progetto che Renato Zero ha creato in occasione del suo 70esimo compleanno e che in tre dischi, e 40 nuove canzoni scritte per l'occasione, ripercorre la vita di uno dei principali cantautori italiani

Foto Cecilia Fabiano - LaPresse

MILANO – L’amore, che “qui ha preteso più spazio”: è questo il filo rosso che unisce i brani del secondo capitolo della trilogia ‘Zerosettanta’, in uscita oggi. Un progetto che Renato Zero ha creato in occasione del suo 70esimo compleanno e che in tre dischi, e 40 nuove canzoni scritte per l’occasione, ripercorre la vita di uno dei principali cantautori italiani. “Sono felice di avere messo in atto questo progetto”, dice l’artista durante la presentazione di ‘Zerosettanta – Volume due’, che segue il ‘Volume uno’ uscito il 30 settembre proprio nel giorno del suo compleanno, e precede il ‘Volume tre’ in uscita a fine novembre. In un momento difficile per tutti, Zero regala al pubblico un’opera di ampio respiro, spettacolare, quasi un sunto della sua musica che lo ha portato a 50 milioni di album venduti in carriera. “Anche questa parentesi del Covid – racconta – ha accelerato il processo realizzativo. Sono tre album che mi rappresentano nelle mie varie sfaccettature: ci sono le ballad, una strizzata d’occhio al rock e anche la voglia di rispolverare la canzone di protesta. Anche per rappresentare il pubblico, che non ha la nostra stessa voce. E penso che questo lavoro abbia la caratteristica di rimettere al centro, in primo piano, la bella musica italiana”.

Un aspetto al quale Zero tiene particolarmente: “Penso che se volessimo il successo immediato, basterebbe mettersi nudi sulla copertina dell’album”, spiega rispondendo a una domanda sulla canzone ‘Troppi cantanti pochi contanti’, che critica una parte del mondo della musica di oggi. “Ci sono delle regole fondamentali – sottolinea – e la prima è di raccontarsi, mettere a disposizione le proprie doti. Il proprio talento, se c’è. Ma la fretta è cattiva consigliera”. “Vince sempre la sperimentazione – prosegue – anche stare a suonare in una cantina. Ma togliendo di mezzo il computer, dando spazio agli strumenti. Oggi però il discorso è massificato, appiattito, e questo è negativo. Questi tre album vogliono riaffermare anche questo concetto”. L’artista scherza a una domanda sull’auto-tune, facendo chiaramente intendere che non è cosa per lui: “Se mi devo trovare un difetto è sull’intonazione: non ne sbaglio una!”.

Spazio anche agli argomenti di stretta attualità. Il Papa ha aperto alle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso, e Zero ha un’idea precisa: “Non si può non essere d’accordo con una posizione che è di grande rispetto verso queste persone. Il mondo si modifica continuamente. Tutto si trasforma nel nostro pianeta, anche la natura, come stiamo vedendo con i cambiamenti climatici, con il coronavirus. Credo che dobbiamo essere sempre tolleranti con tutti”. Poi una stoccata alla politica, alla classe dirigente fortemente criticata nel brano ‘Vergognatevi voi’: “I personaggi di cui parlo sono identificabili. Il potere è una possibilità che si offre alle persone, e non sempre viene esercitato in maniera corretta, soprattutto quando c’è in gioco la vita di 60 milioni di persone. Ma sono distanti dalle problematiche delle persone. Noi italiani abbiamo dimostrato di saperci adattare, facendoci perfino scippare una libertà che davamo per conquistata. Ma ora sta succedendo di nuovo, e credo che i governi avrebbero dovuto prepararsi meglio. In passato non eravamo in grado di difenderci, ma ora è scandaloso che il governo non sia stato in grado di prepararsi a questa seconda ondata. E si mettono in ginocchio intere categorie, come i ristoratori, che non si capisce perché possano tenere aperto a pranzo ma non a cena. E tutto il settore della cultura viene sacrificato: ma l’arte è il cibo dell’anima”.

Infine, il discorso vira di nuovo sul tema centrale dell’album, e dell’intera trilogia: “L’amore – spiega – è già implicito nella scelta di fare questo mestiere. È la molla indispensabile per sentirsi vivi. È anche difendersi, difendere le nostre radici”. Un concetto espresso in modo preciso nella splendida ‘Come non amarti’, il proponimento emotivo di chi è disposto ad amare fino all’ultimo respiro, di chi è stanco di tempeste e distanze e vuole solo abbandonarsi all’amore e combattere per non perderlo, perché “potrebbe essere un sollievo anche morire, quando non si ha più la forza di lottare”.

(Claudio Maddaloni – Lapresse)

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