Strage di Nizza, Le Pen: “Espellere chi professa l’islamismo”. Il killer sbarcato a Lampedusa riconosciuto dai genitori: “E’ nostro figlio”. Lamorgese: “Non era stato segnalato all’intelligence”

Il capo del Viminale: "E' il momento di fermarci con queste polemiche ed essere vicini alla Francia e all'Europa, perché questo è un attacco all'Europa"

AP Photo/Alexis Gilli

NIZZA – “Espellere chi professa l’islamismo”: a parlare è Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National. Parole, le sue, pronunciate dopo l’attacco islamista di ieri a Nizza per mano del tunisino Brahim Aoussaoui. La follia del nordafricano ha causato la morte di due uomini e una donna: “Tutte le persone che promuovono l’islamismo, che fanno proselitismo – ha dichiarato – devono essere giudicate ed espulse se straniere”. “Insufficienti – secondo la politica – le misure del governo francese” per combattere l’islamismo”. Vista la gravità, la Francia, ha aggiunto, necessita di “una legislazione di guerra contro una ideologia” che semina paure e morte.

Il riconoscimento

Dopo aver visionato le immagine del giovane tunisino, ad identificarlo è stata la sua stessa la famiglia: “Quello che abbiamo visto è lui, nostro figlio – ha dichiarato la madre -. Mi telefonò non appena arrivato in Francia”. Pare che il giovane avesse dichiarato al fratello di “voler passare la notte davanti alla basilica”, inviando poi così come dichiarato “una foto dell’edificio”.

Le indagini

La Tunisia ha fermamente condannato l’attacco terroristico e la procura antiterrorismo della capitale ha aperto un’indagine per fare chiarezza sui contatti e la vita di Aoussaoui in Tunisia. Alcuni familiari sarebbero già stati sentiti dagli inquirenti. E’ dato per scontato che il killer sia entrato in Europa con il suo sbarco in Italia. Da Lampedusa avrebbe poi compiuto la trafila per l’identificazione e per essere sottoposto a tampone. Poi è trasferito per due settimane a bordo della nave Rhapsody per il periodo di quarantena. Gli spostamenti successivi lo hanno portato a Bari con “l’ordine di lasciare l’Italia entro 7 giorni dopo aver accertato che nei suoi confronti non c’erano precedenti né segnalazioni”. Poi il viaggio in Francia e l’attentato di Nizza nella chiesa di Notre Dame invocando il nome di Allah. Vittime sacrificali una giovane donna brasiliana di 40anni, un uomo di 45 anni, sacrestano della cattedrale e una donna sui 60 anni.

Sul caso ha fatto sentire la sua voce il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese: “In passato purtroppo si sono verificati casi analoghi. Come mai l’opposizione si è scusata oggi con la Francia, cui manifesto tutta la mia solidarietà, e non ha ritenuto di scusarsi in altri casi gravi come gli attentati alla metropolitana di Londra nel 2017 o quello alla Rambla sempre nel 2017? E’ il momento di fermarci con queste polemiche ed essere vicini alla Francia e all’Europa, perché questo è un attacco all’Europa: Lampedusa infatti è la porta d’Europa”. “Non era stato segnalato dalla Tunisia né risultava segnalato dall’intelligence – ha chiarito il capo del Viminale -. E’ entrato a Lampedusa tramite uno sbarco autonomo il 20 settembre scorso e successivamente è stato destinatario il 9 ottobre di un decreto respingimento con ordine del questore di abbandonare il territorio”.

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